Più di 700 tifosi arrivati da Napoli per incitare la squadra. La gara sarebbe stata complessa, Benitez (foto by Infophoto) lo aveva ribadito in conferenza stampa (leggi qui le dichiarazioni). Il tecnico dei partenopei si è confermato sul campo. Partita insidiosa con uno Swansea completamente rimodellato. Gli uomini di Monk hanno fatto vedere precisione, qualità e compattezza. Scialba invece la prestazione dei campani, con tante cose da mettere a posto e l’unico dato positivo rappresentato dal risultato: sullo 0-0 infatti tutto è ancora aperto.

Confermato il 4-2-3-1 per Monk (per approfondimenti leggi qui), con Vorm tra i pali e la linea difensiva composta da Rangel, Chico, Williams e Davis. A centrocampo figurano Britton e Canas, mentre in attacco Shelvey non ce la fa, quindi è Hernandez ad agire al suo posto alle spalle di Bony con Routledge e Dyer. Cambia anche la formazione di Benitez, con Albiol costretto a dare forfait all’ultimo minuto per l’imperante stato febbrile. Henrique prenderà il posto del difensore centrale, Rafael supera Reina nel ballottaggio, Reveillere viene preferito a Ghoulam.

Equilibrio iniziale subito interrotto dalla bella azione di Callejon, che prova il diagonale ma il pallone va sul fondo, e dal sinistro di Marek Hamsik deviato in angolo da Vorm. Lo Swansea non appare tramortito. Pronta la risposta dei gallesi con Bony e la spinta di Dyer, contrastati dai guantoni di Rafael tra le imprecisioni della linea difensiva partenopea. La formazione di Monk è in crescita e si rende pericolosa a folate con un buon gioco di palla. Benitez esorta Callejon e Insigne a fare un maggior lavoro di copertura: in fase difensiva infatti i problemi sono tanti. Ai padroni di casa la grande occasione si presenta al 23’, con Bony tutto solo davanti a Rafael che evita il peggio: grandissimo lo spazio creatosi nella difesa azzurra completamente spaccata, erroraccio di posizione di Britos che legge male l’azione dello Swansea. Callejon e Insigne si invertono di lato per scardinare la difesa gallese che regge bene. Il Napoli ha difficoltà ad essere incisivo e concede troppo, con Canas a provare un sinistro su errore di Dzemaili e Rutledge ad approfittare e tentare le conclusioni. Rafael si supera, di certo il migliore in campo tra le fila azzurre in più interventi, ma si infortuna. L’estremo difensore conclude la prima frazione di gioco, ma la sensazione è che nel secondo tempo difficilmente lo si vedrà in campo. Benitez dovrà operare dei cambi urgenti, per un Britos molto impreciso e Reveillere a soffrire di continuo sulla propria fascia.

Le sensazioni erano giuste: la gara si riapre con Reina al posto di Rafael. Lo Swansea parte sull’onda altissima del primo tempo, ma due imprecisioni non gli costano care di un soffio. Entra De Guzman a sostituire Hernandez ammonito. Gli uomini di Monk si muovono bene, la palla gira bene, ma questa frazione di gioco è poco spettacolare. Al 67’ è Reina a salvare la porta partenopea sullo stacco di testa di Williams. Il Napoli è lento e sbaglia la posizione, facilitando la crescita dei gallesi. Troppa confusione, Benitez mette in campo Mertens al posto di Insigne, ma è ancora Reina a doversi immolare, questa volta sul destro di Routledge. Cambi nello Swansea: Shelvey rileva Canas; Emnes per Dyer. Tra le fila del Napoli si prepara invece Pandev per Higuain. Benitez è turbato, il Napoli preferisce cercare di conservare il risultato piuttosto che provare ad andare in vantaggio. Lo Swansea si rivela più ostico del previsto, e negli ultimi frangenti della gara tenta di sbloccare il match con Reina (per le sue dichiarazioni clicca qui) ad opporsi ancora una volta. Al triplice fischio finale le due squadre tornano negli spogliatoi con un pareggio in tasca.

A cura di Maria Grazia De Chiara