Mick Fanning, un surfista australiano, ha rischiato di morire sbranato da uno squalo durante la finale del J-Bay Open, svoltasi nella Jeffrey’s Bay, in Sudafrica. Fanning si è difeso prendendo a pugni e calci il pesce, per poi essere portato sano e salvo a riva.

Una scena da film di Steven Spielberg, per fortuna dal lieto fine. Il tutto è stato ripreso in diretta dalle varie tv che seguivano l’evento. I due commentatori, spiazzati, non sembrano essersi subito resi conto del grave pericolo corso da Fanning, anche perché la scena è stata coperta da una gigantesca onda che non ha permesso di vedere cosa stesse accadendo a Fanning.

Fiato sospeso sin quando il surfista australiano non è riapparso, sano e salvo, a bordo di una imbarcazione dell’organizzazione.

Mick Fanning, tre volte campione del mondo, ha così commentato l’episodio. “Ero molto concentrato sulla finale, stavo aspettando l’onda giusta. Ma quando ho cominciato a muovermi ho capito che c’era qualcosa che non andava, ho sentito qualcosa arrivare alle mie spalle”.

Ed a quel punto è sbucato uno squalo bianco. “Ero spavantato sì, ma non ho mai perso la lucidità. Ho cercato di portare il mio corpo quanto più possibile fuori dall’acqua, ma era difficile perché ogni volta venivo trascinato giù dal leasch (il laccio che tiene agganciato il surfista alla tavola)”.

L’attacco dello squalo ad un certo punto si è fatto più tenace. Ed è stato allora che Fanning ha tirato fuori la cosiddetta ‘forza della paura’. “L’ho colpito con calci e pugni. Quando finalmente la corda si è staccata sono riuscito a nuotare via. Ho capito che ero in salvo solo quando ho visto la barca che poi mi ha portato via”.

Dopo il pericolo corso, Mick ha messo in guardia l’avversario della finale: “Ho urlato a Julian Wilson di scappare via, perché c’era uno squalo, sono stati venti secondi terrificanti”, ha dichiarato ancora Fanning, che ha mostrato il leash addentato dallo squalo

Per la cronaca, la finale è stata cancellata, con il premio diviso a metà tra Wilson e Fanning.