La Supercoppa Italiana torna a casa. Dopo un tour di tre anni nei Paesi asiatici, tra Doha e Shanghai, rieccola nei nostri confini, contesa da Juventus e Lazio allo Stadio Olimpico, uno fra gli impianti più suggestivi e ricchi di storia.

Stadio Olimpico: la storia

Lo Stadio Olimpico è un impianto sportivo polifunzionale italiano di Roma. Sorge presso il Foro Italico, alle pendici di Monte Mario, nel settore nordoccidentale della Capitale. Ideato nel 1927, fu ultimato da Annibale Vitellozzi nel 1953. All’epoca noto come stadio dei Centomila, per via della capienza che si aggirava intorno ai 100.000 posti, fu ribattezzato stadio Olimpico dopo l’assegnazione a Roma dei giochi della XVII Olimpiade del 1960. Ospita gli incontri interni delle due maggiori squadre calcistiche professionistiche della Capitale, la Lazio e la Roma. Ma anche riunioni e competizioni ufficiali di atletica leggera come il Golden Gala dal 1980, i campionati europei di atletica leggera del 1974 e quelli mondiali del 1987. Per il rugby, è adottato dal 2012 come impianto interno della Nazionale per le gare del torneo rugbistico del Sei Nazioni.

Stadio Olimpico: adeguamento da 20 milioni per gli Europei di calcio 2020

Per adeguare l’Olimpico in vista dell’Europeo di calcio itinerante del 2020 è previsto “un investimento di circa 20 milioni. Lo ha annunciato il presidente del Coni Giovanni Malagò, a margine della firma del Protocollo d’intesa sulla nuova gestione degli stadi siglato oggi in Federcalcio. “Oggi è una bella giornata per il calcio. Oggi si passa dall’esclusione all’inclusione. E in questi anni, malgrado l’aumento del numero delle partite, abbiamo perso spettatori”. Con questo protocollo “si ricomincia a risalire la china”. “Tutti i provvedimenti presi sono di buon senso. Sta ora alle società assumersi responsabilità”, ha spiegato il presidente del Coni. “Manca un ultimo pezzetto ma non lo possiamo stabilire oggi: completare l’ammodernamento degli impianti. Qualche esempio virtuoso lo abbiamo avuto ma non può essere un’eccezione. Solo a quel punto si chiude il cerchio”.