In America si dice che il baseball sia lo sport insegnato dai padri ai figli, ma il football quello più seguito. Per una volta, ne siamo certi, un papà, tale Jack Harbaugh, a fine anni ’70-inizio anni ’80, cambiò filosofia: lui, allenatore di College, ai suoi pargoli, ovviamente allievi, accennò solo della… palla ovale! I suoi ragazzi si chiamano Jim, 49 anni, e John, 50, si rispettano, ovviamente, ma non si amano più di tanto e domenica 3 febbraio 2013, alle ore 00.30 (quindi in realtà lunedì 4, almeno in Italia), si giocheranno, al Superdome di New Orleans, il Super Bowl XLVII, la finalissima del Campionato professionistico, la National Football League, alla guida rispettivamente dei San Francisco 49ers e dei Baltimore Ravens. Mai successo prima nello sport a stelle e strisce e probabilmente (ma non ci giureremmo) nel mondo.
Una partita, mille incroci, un’intensità emotiva irripetibile. San Francisco, assieme a Miami, è la squadra più amata in Italia, per via delle prime, lontane telecronache degli anni ’80, con le sfide tra i mitici quarterback Joe Montana (vincente, con 4 titoli) e Dan Marino (grandissimo, ma perdente nell’unico Super Bowl giocato), di cui ancora si parla, oggi. Sono due franchigie che non hanno mai perso all’ultimo atto (5 volte i 49ers, che in caso di vittoria raggiungerebbero Pittsburgh a quota sei successi, 1 i Ravens) anche se San Francisco non vi arrivava dal 1995; c’è poi un giocatore che ha fatto epoca, Ray Lewis, di Baltimore, 37 anni, uno dei più grandi linebacker della storia, con alle spalle storie di droga e coinvolgimento in un duplice omicidio durante una rissa (pare non sia stato lui), ma poi redento e oggi tanto amato in città da meritare una via a lui dedicata (da anni offre cene, nel Giorno del Ringraziamento, a centinaia di famiglie, compra regali di Natale a migliaia di bambini, cui finanzia anche le spese scolastiche); un quarterback, Colin Kaepernick dei 49ers, partito riserva, oggi titolare inamovibile. Due squadre che fanno della difesa il loro punto di forza, ma che nei playoff sono state “salvate” anche, se non soprattutto dagli attacchi. Impossibile azzardare un pronostico, cinquanta e cinquanta e vinca il migliore.
Diretta su Espn America, dalle 00.30, pacchetto Sky canale 214, e SportItalia, con telecronaca di Matteo Gandini. Credeteci: il Super Bowl non è una partita come tutte le altre. E’ LA partita. Buon divertimento.