Ore e ore a parlare di schemi, statistiche, movimenti, contro-mosse; playbook alti come le Pagine Gialle, stadio blindato dentro e fuori, “big frozen” scongiurato nel New Jersey, i Red Hot Chili Peppers pronti per l’Half-Time show. E poi…? E poi il Super Bowl XLVIII, la partita tra il miglior attacco (Denver) che sfidava la miglior difesa (Seattle), un incontro che doveva essere equilibratissimo, finisce ancora prima di iniziare. Con uno snap sbagliato che costa una safety ai Broncos dopo pochi secondi, una difesa che soffoca l’attacco più prolifico della NFL, tre intercetti di Peyton Manning, insomma, un match senza storia, un 43-8 per i Seahawks che nessuno si aspettava potessero essere così dominanti.

MVP Michael Smith, Seattle festeggia il suo primo titolo, Peyton non entra nella storia come primo qb capace di vincere il Super Bowl con due squadre diverse. E ora sarà massacrato dai suoi detrattori, che non sono pochi… Alla fine la squadra con zero esperienza (nessun atleta nel roster aveva mai giocato prima l’atto finale della stagione) ha annientato il miglior attacco della lega, la squadra dei record, sporcando tutti i passaggi e non facendo ragionare e respirare Peyton Manning, il grande sconfitto di serata, che ha fallito in pieno l’appuntamento con la storia.

I Seahawks che hanno giocato la partita perfetta, confermando nel momento più importante di avere la miglior retroguardia della Lega e di poter contare su un attacco guidato da un giovane fenomeno di cui sentiremo parlare a lungo: Russell Wilson che a 25 anni e al secondo anno in NFL diventa il più vincente quarterback alla sua età (28 vittorie in 37 incontri disputati fra regular season e playoff) e il terzo più giovane qb ad alzare il trofeo intitolato alla memoria di Vince Lombardi dopo Roethlisberger e Brady. Il Most Valuable Player della sfida non è stato però RW3 bensì Micheal Smith, linebacker classe ’89 che ha chiuso con un intercetto riportato in end zone, 5 tackle e 4 assisted tackle. Un riconoscimento che premia il grande lavoro dei ragazzi del reparto dietro che non può aver reso orgoglioso Pete Carroll, che a 62 anni festeggia il suo primo titolo NFL.

LA PARTITA – Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, si intuisce subito che per Denver sarà una serata da dimenticare: dopo 12 secondi Seattle è già avanti grazie all’erroraccio di Manny Ramirez che sbaglia completamente lo snap recuperato da Moreno in end zone, il quale però non può evitare il placcaggio di Avril per la safety del 2-0 immediato Seahawks. Una safety che entra nella leggenda perché mai prima d’ora era succcesso in un Super Bowl di mettere a referto dei punti dopo un tempo così ristretto (14” il precedente primato).

Seattle dopo aver rotto il ghiaccio non si ferma e guidata dalle acute letture di Wilson dopo neanche 5 minuti comanda già 5-0. Denver avrebbe bisogno di Manning, ma il 5 volte MVP non è lui: la pressione di Seattle gli impedisce di ragionare e soprattutto il braccio spara a salve: non è un caso che Canchellor piazzi il primo intercetto su un pessimo pallone destinato a Thomas. Se Denver sbaglia, Seattle invece punisce e prima della fine del primo quarto allarga la forbice con un altro comodo field goal di Hauschka che sigilla il punteggio sull’8-0. Il secondo quarto si mette subito bene per i Seahawks perché Canchellor intercetta un altro lancio sciagurato di Manning che propizia il primo td del match di Marshawn Lynch con una corsa da una yard che porta il punteggio sul 15-0. Denver non riesce a uscire dal tunnel ed è costretta a vedere il suo Manning sparacchiare un altro lancio senza capo né coda nelle mani di un difensore avversario, Micheal Smith che con una corsa da 69 yard riesce anche a riportare la palla in touchdown sigillando il risultato sul 22-0 con il quale si va alla pausa di metà tempo movimentata da Bruno Mars e i Red Hot Chili Peppers.

Il terzo quarto inizia in maniera ancor più traumatica per i Broncos che vedono Harvin (al rientro) riportare un kick off con una corsa siderale da 87 yard e trovare il 29-0 che fa pensare a tutti al game, set and match. I ragazzi di coach Fox, infatti, sono totalmente apatici e privi di nerbo e Seattle ha addirittura modo di infierire con Jerome Kearse che a meno di 3’ dalla fine del parziale riceve il secondo td pass di Wilson (18 passaggi completati su 25 tentativi, 200 yard lanciate, 2 td pass e 0 intercetti) e sigla il 36-0 che sa di ko tecnico. Denver, che già deteneva il record di squadre a subire la peggiore sconfitta in Super Bowl (55-10 dai 49’ers nel 1991), evita almeno di chiudere la partita senza segnare e nel finale di terzo quarto sigla un touchdown con Demariyus Thomas. E’ però solo una magra consolazione perché nel quarto quarto c’è gloria anche per Baldwin che sigla il quinto td di una serata strepitosa. rimarrà a lungo scolpita nel cuore e nella mente di tutti i protagonisti e soprattutto dei tifosi di Seattle (a secco di successi nello sport professionistico da 33 anni), i celebri “12th Man” a cui coach Carroll a fine gara ha voluto consegnare metaforicamente il trofeo…

L’antidivo, Russel Wilson

La “condanna” di Peyton Manning

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La presentazione della partita.

Ecco il tabellone playoff con i risultati.

Un’occhiata alla Regular Season!

I pronostici di Leonardo a inizio stagione: NFC

I pronostici di Leonardo a inizio stagione: AFC