Evidentemente non era sufficiente la notizia shock del tumore ai polmoni per quanto riguarda la grande leggenda del calcio, giocatore prima e allenatore poi, Johann Cruijff, a intristire l’intero mondo dello sport, in aggiunta sono arrivati – immancabili – i soliti idioti, che col mondo dello sport non hanno nulla a che fare, a rendere più desolante la situazione.

Durante l’ultima giornata di Eredivisie, allo stadio Gelredome di Arnhem, durante il match Vitesse-Ajax (vinto dai Lancieri per 3-1) tra le fila della tifoseria di casa è comparso uno striscione con l’acronimo JHK (“Joden Hebben Kanker” ovvero “Gli ebrei hanno il cancro”). Ennesimo episodio di razzismo aggravato dal riferimento alla grave malattia della leggenda dell’Ajax che ha provocato, inevitabilmente, una serie di polemiche sia in Olanda che in Spagna, e in particolare a Barcellona, città d’adozione nella quale Cruijff è tuttora amatissimo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Mundo Deportivo, ora l’SBV Vitesse sta collaborando con le forze dell’ordine per identificare i tifosi protagonisti dell’accaduto, capaci di produrre ed esporre lo striscione, chiedendo aiuto a tutti i supporter del club attraverso un appello ai suoi sostenitori.

Il Vitesse ha pertanto diffuso un comunicato in cui dichiara di fare “tutto il possibile per identificare gli autori di questa orribile bravata. E chiediamo ai nostri tifosi di aiutarci perchè un comportamento del genere non è consono a un club come il nostro. I 21mila nostri sostenitori che al 14′ (numero di maglia di Cruijff ndr) della partita hanno riservato un’ovazione a Crujiff per sostenerlo devono prevalere sul singolo autore di un misfatto e di un messaggio totalmente sbagliato“.

A mo’ di precisazione a margine, va ricordato che Johan Cruijff non è di confessione ebraica ma viene accostato agli ebrei in quanto uomo-simbolo dell’Ajax Amsterdam, la gloriosa – ma per altri versi infamata – “squadra del ghetto”, il club che durante gli anni ’60 crebbe, anche economicamente, grazie all’aiuto degli ebrei scampati alla Shoha, come nel caso dell’ex presidente Michael van Praag.