La SLA – “la stronza”, come la chiamava lui – alla fine se l’è portato via. Stefano Borgonovo, attaccante di Milan e Fiorentina, si è spento questo pomeriggio nella sua casa di Giussano, dopo una lunga battaglia con la sclerosi laterale amiotrofica, strappandolo alla sua famiglia e al calcio italiano che non aveva mai cessato di essere anche il suo, nonostante la malattia che da oltre cinque anni lo costringeva immobile a letto. Questa sera la nazionale azzurra scenderà in campo col lutto al braccio.

Attaccante rapido e dotato di ottima tecnica, il brianzolo Borgonovo era cresciuto calcisticamente nel Como, per poi passare al Milan nell’estate del 1986, uno dei primi acquisti della gestione Berlusconi. Ma l’esplosione arriva con la maglia della Fiorentina, a cui i rossoneri lo girarono in prestito: in coppia con l’amico di sempre, Roberto Baggio (foto by InfoPhoto), Borgonovo segnò 14 reti nella stagione 1988-89, performance che gli garantì il ritorno alla casa madre l’anno successivo. Al Milan non trovò grande spazio, ma riuscì comunque a incidere il suo nome nella storia rossonera: al 100esimo minuto di una drammatica semifinale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco, Borgonovo segnò il gol che valse la qualificazione alla finalissima di Vienna, poi vinta dalla squadra di Sacchi contro il Benfica. Altre due stagioni in chiaroscuro con la viola, poi 11 reti col Pescara, in quella che sarà la sua ultima stagione a buoni livelli. Nel 2000 tornò al Como, dove intraprese una promettente carriera di tecnico delle giovanili, interrotta dalla “stronza”. Da quel momento, l’impegno nel sociale e gli infiniti attestati di amore da parte di colleghi e amici. Fino all’inevitabile, ma comunque doloroso, epilogo.