Il 27 giugno 2013 la “stronza” si portava via Stefano Borgonovo. Lui la chiamava così: la “stronza”, conosciuta come SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica, “Morbo di Lou Gehrig” o “malattia di Charcot”, è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i due gruppi di motoneuroni).

Ancora oggi il mondo del calcio e non solo, ricorda con affetto Stefano, che ha acceso i riflettori su una malattia a molti sconosciuta. Che ha mostrato a tutti come affrontare un problema (o una malattia incurabile) con grande dignità. E’ stato un esempio e per questo motivo lo ricorderemo sempre mentre corre e segna contro il Bayern Monaco. Il suo gol più importante. Un abbraccio alla famiglia da parte di tutta Leonardo.it.

Paolo Cola lo scorso anno ripercorreva la carriera nel suo post: “Il brianzolo Borgonovo era cresciuto calcisticamente nel Como, per poi passare al Milan nell’estate del 1986, uno dei primi acquisti della gestione Berlusconi. Ma l’esplosione arriva con la maglia della Fiorentina, a cui i rossoneri lo girarono in prestito: in coppia con l’amico di sempre, Roberto Baggio (foto by InfoPhoto), Borgonovo segnò 14 reti nella stagione 1988-89, performance che gli garantì il ritorno alla casa madre l’anno successivo. Al Milan non trovò grande spazio, ma riuscì comunque a incidere il suo nome nella storia rossonera: al 100esimo minuto di una drammatica semifinale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco, Borgonovo segnò il gol che valse la qualificazione alla finalissima di Vienna, poi vinta dalla squadra di Sacchi contro il Benfica. Altre due stagioni in chiaroscuro con la viola, poi 11 reti col Pescara, in quella che sarà la sua ultima stagione a buoni livelli. Nel 2000 tornò al Como, dove intraprese una promettente carriera di tecnico delle giovanili, interrotta dalla “stronza”. Da quel momento, l’impegno nel sociale e gli infiniti attestati di amore da parte di colleghi e amici. Fino all’inevitabile, ma comunque doloroso, epilogo”.