De Laurentiis lotta per lo Scudetto e ha fatto la Champions, Zamparini e Preziosi al massimo sono arrivati in Europa League o in finale di Coppa Italia, mentre Cellino insegue sempre la salvezza.

Cosa differisce i quattro “padri padroni” del calcio italiano?

Tutti protagonisti, spesso arroganti e a volte mal sopportati dalla loro stessa piazza, ma con una particolare differenza: se De Laurentiis ha fatto il salto di qualità non può essere solo per questioni di piazza e prestigio.

Un dato su tutti: il patron del Napoli, insediatosi nel 2004, ha cambiato appena quattro allenatori, ovvero Ventura, Reja, Donadoni e Mazzarri, uno ogni due anni.

Il suo opposto è Zamparini che, al Palermo, di tecnici ne ha fatti lavorare addirittura 24 in 20 anni. Molti di questi sono stati richiamati anche più di una volta nella stessa stagione.

Non se la cava male neppure Massimo Cellino, che al Cagliari ha scelto 25 tecnici in 10 anni, spesso mandandoli via prima dell’inizio della stagione, “privilegio” capitato a Donadoni (ma anche a Pioli nel Palermo).

Completa il quadro, fresco di esonero di Gigi Delneri, il genoano Enrico Preziosi: quello che è durato di più è Giampiero Gasperini (dal 2006 al 2010). Dal 2003 ad oggi si sono avvicendati i vari Donadoni, De Canio, Cosmi, Guidolin, Vavassori, Perotti, Ballardini, Malesani, Marino e Delneri. Sarebbero dieci in dieci anni, ma vanno considerati i “rientri” di De Canio, Vavassori, Malesani e Ballardini ed allora la media s’impenna di nuovo.

Alla faccia della programmazione.

Foto: Infophoto.