Dopo il fair play finanziario, gli arbitri di porta, l’Europeo itinerante etc, Michel Platini sta per estrarre dal suo smisurato cilindro magico un’altra rivoluzionaria proposta: un All Star Game del calcio europeo. A rivelarlo è l’edizione odierna del Mundo Deportivo, secondo il quale il presidente UEFA avrebbe già ricevuto sul proprio tavolo un progetto concepito da un’importante società di marketing sportivo riguardante la possibilità di organizzare ogni anno una partita delle stelle, sulla falsariga del celeberrimo evento del basket americano: un’amichevole-show, insomma, in cui potranno giocare insieme i migliori giocatori del continente, anche quelli che per ovvie ragioni non potremo mai ammirare nella stessa squadra. Esempio banale: Leo Messi e Cristiano Ronaldo.

All Star Game calcio

Il quotidiano sportivo catalano, citando fonti interne al club blaugrana, è riuscito ad allungare le zampe anche su qualche dettaglio. Per esempio: onde evitare rivolte (nonché squadre composte da giocatori provenienti da solo 3-4 destinazioni), ogni club sarà chiamato a dare non più di un paio di calciatori. E ancora: similmente a ciò che accade nel mondo NBA, dove a sfidarsi sono le selezioni dell’Ovest e dell’Est, l’Europa verrebbe divisa in due grandi macroregioni, il Nord e il Sud. Da una parte, la crème dei campionati inglese, tedesco, russo, olandese etc, dall’altra la quintessenza del calcio spagnolo, italiano, portoghese, francese etc, con buona pace dei galletti, che probabilmente non saranno entusiasti della categorizzazione. Tutto è ancora da decidere, conclude il Mundo Deportivo. ma c’è già un orizzonte definito: il 2017.

Due anni di tempo per capire, presumibilmente, quanti soldi si nascondono dietro un’iniziativa del genere, che francamente ci sembra molto lontana dallo spirito del calcio. Tra America ed Europa non si frappone soltanto l’Atlantico, ma anche una concezione dello sport molto diversa: negli States l’elemento competitivo è spesso messo in ombra dalla componente puramente show-biz, basti pensare a fenomeni come il wrestling o come gli Harlem Globetrotters. O come l’All Star Game, perlappunto. Nel Vecchio Mondo, invece, tendiamo ad appassionarci al calcio perché, come diceva Henry Kissinger, è il modo migliore che abbiamo trovato per farci la guerra senza sterminarci. Filosofia che, va da sé, poco si accorda con la natura di un’esibizione a scopi di puro entertainment.