Nonostante Erik Thohir abbia lanciato il suo grido di battaglia, in quanto vorrebbe San Siro solo per la sua Inter, ad oggi l’unica strada percorribile è quella legata alla convivenza tra i nerazzurri e il Milan.

Sono molti, infatti, i nodi al pettine che non permettono alla formazione del magnate indonesiano di potersi liberare dei rossoneri e pensare ad un San Siro totalmente per l’Inter. La sfida di Erik Thohir a Silvio Berlusconi è stata comunque lanciata, soprattutto alla luce del fatto che l’Inter sta lavorando da tempo al suo San Siro e ora si vede bloccati tutti i progetti a causa della retromarcia di Berlusconi: “Lavoriamo da nove mesi al progetto di San Siro e siamo pronti a investire 150 milioni per lo stadio – aveva detto un paio di giorni fa Erik Thohir – abbiamo il programma e gli architetti. Vogliamo che San Siro diventi la nostra casa e siamo molto seri su questo. Non commento quello che è successo al Milan. Ora i nostri manager incontreranno i loro e capiremo cosa vogliono”.

Ma, a conti fatti, la situazione finanziaria dei due club non permette a nessuno di potersi esporre troppo: senza dimenticare che, ad oggi, non c’è nemmeno la possibilità di poter interloquire con il Comune, visto che si sta per entrare nel semestre bianco in quanto nel 2016 ci saranno le elezioni comunali. E poi, ma chi si occupa al Milan della faccenda dello stadio? E all’Inter?

Sono tanti i nodi da sciogliere e pochi i soldi a disposizione: prima di tutto, però, bisogna davvero tenere a mente quanto dicono le carte: per ora Milan e Inter sono legate ad un contratto di gestione dello stadio con il Comune che scadrà solo nel 2030 e che deve essere recesso almeno con un anticipo di due anni. E poi c’è il debito dell’Inter, che deve alle banche 230 milioni e allo stesso Thohir un’altra cinquantina. Il Milan, poi, è alle prese con il delicatissimo caso legato all’ingresso societario di Bee Taechaubol come socio di minoranza.