Come da noi auspicato, il Milan ha deciso di non voler presentare ricorso contro la squalifica di tre giornate inflitta a Mario Balotelli (foto by InfoPhoto), in seguito ai fatti di Milan-Napoli. Lo ha annunciato lo stesso club, con una nota apparsa sul proprio sito ufficiale. Non si tratta soltanto di un risparmio di tempo – l’accoglimento del ricorso sarebbe stato comunque improbabile, vista la recidiva – ma di un inequivocabile messaggio lanciato al giocatore: la pazienza è finita, Balotelli deve crescere.

Non solo. Molto probabilmente, all’isterico centravanti verrà affibbiata una multa, quantificabile in due settimane di stipendio, quelle insomma in cui Mario non potrà dare il suo contributo alla squadra. La lavata di capoccia non finisce qui: prima Tassotti e poi Allegri, in conferenza stampa, hanno ribadito quanto espresso già nell’immediato dopopartita. Mario non è un bambino, Mario deve crescere, Mario deve avere rispetto, Mario deve capire che ci ha messo nei guai tutti, squadra, società e tifosi. Il tecnico del Milan, saggiamente, ha voluto sfoderare anche una carotina, oltre al bastone ferrato: “Balotelli va tutelato dagli arbitri, gli fischiano pochi falli”. Ma il succo non cambia: il Milan non fa la mamma protettiva, tocca a Balotelli guardarsi in faccia e decidere cosa vuole fare da grande, se il campione o se la mela marcia di berlusconiana memoria.