Luciano Spalletti è tornato quest’oggi a Trigoria, condotto da un suv bianco che lo ha accompagnato dall’aeroporto di Fiumicino fino al centro tecnico della Roma.

L’allenatore è stato accolto allo scalo della Capitale, dove è giunto alle 11.57 proveniente da Miami, da centinaia dipersone, tra fotografi, operatori tv, giornalisti e,soprattutto, tifosi.

Questi ultimi lo hanno accolto con straordinario entusiasmo. “Bentornato a casa“, “Sei il numero uno”, gli urlano. Lui saluta e risponde con sarcasmo: “Io il numero uno? mi accontenterei anche di essere il quarto o il quinto”.

Alcuni dirigenti gli mettono al collo una sciarpa giallorossa, la stessa che indossa al momento di affrontare il plotone di giornalisti, in ansia per ascoltare le prime parole da nuovo (a metà) tecnico della Roma.

Sono contento“, riesce a dire l’allenatore prima di infilarsi, alle 12.05, nella vettura che lo avrebbe condotto all’interno del quartier generale romanista.

“Sono felice per il mio mio ritorno”, ha dichiarato l’ex Zenit ai media del club giallorosso “il campionato ci sta dicendo che ci sono delle squadre che giocano un ottimo calcio, noi dovremo riguadagnare l’ammirazione di chi ci guarda, ma abbiamo bisogno di lavorare tanto”.

Inevitabile la domanda sulle possibilità scudetto della Roma: “Abbiamo il dovere di provarci, ma non dipenderà solo da noi. Voglio che la squadra giochi bene, anche con Rudi Garcia lo ha fatto”.

“Ma la brillantezza di una squadra di calcio non è un interruttore che si accende o si spegne. Evidentemente è ua questionementale e dovremo sbloccarci da questo punto di vista. Cosa fare del passato? Si può vincere attingendo dal passato senza arrivare a quello remoto. Preferisco comunque non pensarci, non è il momento di spendere energie per questo. Conta fare bene già da subito”.