Non è bastata la migliore Italia di questa Confederations Cup per spezzare la maledizione-Spagna. I campioni del mondo e d’Europa in carica vanno in finale, superando gli azzurri dopo i calci di rigore, ma dopo aver subito a lungo l’iniziativa della squadra di Prandelli. Decisivo l’errore di Bonucci al settimo tiro, prima del penalty di Jesus Navas. Domenica l’Italia affronterà l’Uruguay per la finalina, mentre la coppa se la giocheranno le favorite della vigilia, Spagna e Brasile.

La Spagna fa la partita e questo non sorprende nessuno. Quel che sorprende è che l’Italia, dopo un inizio timido, inizia a far male, mostrando al contempo una condizione atletica insospettabile alla vigilia. Gli azzurri si difendono compatti e, approfittando di una Roja insolitamente pigra in fase di non possesso, colpiscono con ripartenze fulminee e continui cambi di gioco sugli esterni, dove Maggio e Candreva da una parte e Giaccherini dall’altra sono bravi a sorprendere costantemente alle spalle Jordi Alba e Arbeloa. Purtroppo, la nazionale si dimostra meno abile in fase conclusiva: almeno quattro occasioni nitide costruite e nessun gol, vuoi per la bravura di Casillas (soprattutto su un colpo di testa in controtempo di Maggio), vuoi per l’imprecisione degli attaccanti improvvisati, lo stesso Maggio e Marchisio su tutti. Clamorosa, in particolare, la chance divorata dall’esterno del Napoli poco dopo la mezz’ora, che incorna addosso a Casillas uno splendido assist di Giaccherini. E la Spagna? A parte un numero da circo di Torres, che si beve Barzagli e di sinistro manda di poco a lato, non pervenuta. E chi lo avrebbe detto.

Nella ripresa il ritmo cala, ma l’Italia non arretra di un metro. Anzi, adesso sono gli azzurri, in campo con Montolivo per l’infortunato Barzagli (De Rossi nei tre in difesa), a tenere costantemente il pallino del gioco, forse anche per scelta precisa di Del Bosque, spaventato dalla facilità con cui gli avversari avevano sorpreso la sua retroguardia nella prima frazione. Si punge poco, tuttavia, e a parte una buona occasione per Marchisio, servito dall’ottimo Candreva (migliore tra gli azzurri), Casillas non deve mai preoccuparsi. La girandola dei cambi premia decisamente Del Bosque, che sostituisce l’intero attacco, pescando dalla panchina gente come Javi Martinez (schierato come centravanti), Mata e Jesus Navas, mentre Prandelli non può rispondere che con Aquilani e Giovinco – con tutto il rispetto, altra roba. La rapidità di Navas e Mata mette in crisi più volte gli stanchi difensori azzurri, che tuttavia riescono a tenere fino al novantesimo, nonostante un paio di brividi nel finale.

Un clamoroso palo di Giaccherini dopo 2’ dei supplementari – altro assist di Candreva – sembra suggerire un finale in crescendo, ma è un fuoco di paglia: l’Italia non ne ha più e, a batterie scariche, emerge prepotente la superiorità tecnica degli spagnoli. Navas prova a sorprendere Buffon con una rasoiata dalla lunga distanza, poi è Jordi Alba a sfiorare un gol da antologia, dopo giocata prodigiosa di Iniesta. Siamo in difficoltà anche sui calci piazzati e solo un recupero miracoloso di De Rossi impedisce a Sergio Ramos il facile tap-in. In campo ci sono solo i campioni del mondo: ci si mette anche Buffon, che smanaccia malamente sul palo un tiro non irresistibile di Xavi, per poi rifarsi subito dopo su un diagonale velenoso di Jesus Navas. L’assedio della Roja, sottolineato dai fischi di un pubblico decisamente pro-italiano, viene spezzato solamente dal fischio finale di Webb. Si va ai rigori: segnano tutti in maniera irrisoria, Candreva addirittura col cucchiaio, nonostante di fronte ci siano due fenomeni del ruolo. Fino all’errore di Bonucci, che sparacchia alto. Navas segna, la Spagna vola in finale. Senza dominare come a Varsavia, ma alla fine il risultato è sempre lo stesso. Come nel 2008, come ormai quasi sempre.