Non si può certo dire che per la nazionale italiana di rugby la Coppa del Mondo per Nazioni che si disputerà a settembre in Inghilterra sia iniziata nel migliore dei modi, anzi. Al primo giorno di raduno a Villabassa in vista della preparazione al torneo infatti è già tutto sospeso a causa di una frattura tra squadra e Federazione Italiana Rugby. Il tutto risale al Sei nazioni quando il presidente della Fir Gavazzi, visto il rendimento altelanante della nazionale, decise di rivedere i premi partita accorpandoli in una sorta di maxi-premio incentivante al raggiungimento dei quarti di finale (poi non raggiunti dagli azzurri), Qualche naso storto, qualche malumore condito da qualche commento di troppo fino all’uscita piuttosto infelice del presidente “Dei pensionati sono stanco, al 15° posto del ranking non ci sono andato io“. La controversia è andata avanti sia sul piano etico della richiesta di maggior rispetto da parte della squadra capitanata da Parisse, sia sul piano professionale dal punto di vista remunerativo.

La diatriba verbale di missive si prolungata per mesi esacerbando gli animi fino a che la squadra, radunatasi a Villabassa la domenica sera 14 giugno, nella mattinata del lunedì 15 lo staff tecnico è sparito facendo ritorno a casa mentre i giocatori sono rimasti in hotel sospendendo gli allenamenti e, dunque, il mondiale. E ora si teme una guerra proprio nel momento meno opportuno. Nel frattempo è comparso un primo comunicato da parte della federazione:

“La Federazione Italiana Rugby ha preso atto della volontà, manifestata ieri sera dai giocatori convocati in raduno a Villabassa con la Squadra Nazionale, di non prendere parte agli allenamenti e di non indossare materiale sportivo FIR sino al raggiungimento di un accordo economico per la partecipazione alla preparazione estiva ed alla Rugby World Cup di settembre in Inghilterra. La presa di posizione di ieri sera non cambia la volontà del Consiglio Federale – pienamente condivisa dallo staff della Squadra Nazionale – di raggiungere un accordo economico con i giocatori basato non sulla semplice partecipazione alle finestre internazionali ma su concreti principi meritocratici legati alla performance. Principi che, come già ribadito pubblicamente dai vertici federali, saranno alla base di tutti i futuri accordi tra FIR e gli atleti della Nazionale. Una proposta definitiva è già stata presentata, in questi termini, ai rappresentanti dei giocatori. Il raduno di Villabassa, sulla base della situazione corrente, è stato interrotto e la preparazione alla Rugby World Cup riprenderà al raggiungimento di un accordo tra FIR e giocatori. Gli atleti convocati con la Nazionale sono a disposizione, con effetto immediato, delle rispettive Società di appartenenza”

E anche il presidente Gavazzi non l’ha mandata a dire, stando a quanto si legge sulla Gazzetta dello sport di oggi:

“Sono deluso dall’atteggiamento assunto dagli atleti. Non tanto per la situazione contingente ma perché tale decisione denota la non volontà di investire sulle proprie capacità sportive. L’offerta che è stata presentata è coerente con il nostro attuale posizionamento e con gli accordi in essere tra gli atleti e le Federazioni Tier 1 a noi più prossime nel ranking. Resto fiducioso che, come sempre, il buon senso prevarrà e, tutti assieme, potremo imprimere una svolta importante, in chiave futura, ai rapporti tra la Federazione e gli Azzurri, aumentando significativamente l’attenzione ai risultati ottenuti”

La replica della Gira (associazione dei giocatori) naturalmente non si è fatta attendere accusando la Fir di mistificazione in quanto giocatori e staff si sono presentati regolarmente al raduno con i giocatori tuttora presenti a Villabassa. Lo scioglimento del raduno invitando giocatori e staff ad andarsene è stato decretato dai membri Fir quando è saltata la richiesta d’incontro a Calvisano avanzata a Gavazzi a causa di impegni del presidente. Parole infuocate quelle vergate nella nota del profilo facebook ufficiale della Gira a tal proposito: “I presupposti per la riuscita della spedizione azzurra ai Mondiali di Londra, dunque, sono pessimi, e non si vedono margini per ricucire lo strappo“. Comunicato che poi prosegue: “Tutto ciò che Parisse & co. chiedono è solo una riapertura del dialogo ed un incontro di persona con il Presidente, che sembra avere, tuttavia, impegni più pregnanti. Mandare tutti a casa, dunque, è il bel modo di affrontare i problemi, e ancora ‘migliore’ è il tenore dell’odierno comunicato stampa federale. Che almeno si usi l’onestà intellettuale di presentare la realtà dei fatti in modo chiaro. Non ci sono parole“. L’aggravante poi dell’ordine dato dalla Fir all’albergo di far sgomberare le camere dei giocatori non più tardi della mattinata di domani non sembra il modo più credibile per sotterrare l’ascia di guerra.