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Ora che anche l’Uruguay ha sbrigato la pratica-Giordania, possiamo dirlo: ci siamo tutti. Ora, le 32 nazionali che hanno superato le prove preliminari delle qualificazioni sono interamente concentrate sul sorteggio di Salvador de Bahia, che il prossimo 6 dicembre definirà la composizione dei gironi dei prossimi Mondiali di Brasile 2014. L’Italia, come sappiamo, non sarà testa di serie e rischia di finire in un gruppo di ferro; d’altra parte, con un po’ di fortuna, esistono anche prospettive più rassicuranti.

Innanzitutto, cominciamo col dire che l’unica urna già sicura è quella delle teste di serie ordinate in base al ranking FIFA, ovvero Spagna, Germania, Argentina, Colombia, Belgio, Uruguay e Svizzera, più il Brasile padrone di casa. Le altre tre fasce non sono ancora ufficiali, ma per consuetudine verranno confermati i soliti criteri geografici: un’urna dedicata alle migliori europee non teste di serie (Italia compresa), un’urna dedicata ad Asia, Nord America e Oceania, infine l’urna con le sudamericane non teste di serie e le africane. In quest’ultima ci sarà anche la Francia, che tuttavia verrà di fatto sorteggiata a parte con una sudamericana di prima fascia (Colombia, Uruguay, Argentina o Brasile), per evitare un girone con tre europee. Vediamo nel dettaglio:

URNA 1: Spagna, Germania, Argentina, Colombia, Belgio, Uruguay, Svizzera, Brasile

URNA 2: Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Honduras, Giappone, Iran, Corea del Sud, Australia

URNA 3: Cile, Costa d’Avorio, Francia, Ecuador, Ghana, Algeria, Nigeria, Camerun

URNA 4: Olanda, ITALIA, Inghilterra, Portogallo, Grecia, Bosnia Erzegovina, Croazia, Russia

Come si può bene immaginare, è altamente probabile che dall’urna 1 escano solo cattive notizie. Brasile, Spagna e Germania sono le tre favorite per il trionfo finale e trovarsele di fronte nella fase a gironi significa lottare per il secondo posto (con tutto che i tedeschi non ci battono dai tempi di Arminio). Più equilibrio, ma fino a un certo punto, contro l’Argentina di Leo Messi. Al nostro livello l’Uruguay, mentre Colombia e Belgio, pur non godendo di grande tradizione, presenteranno la loro miglior nazionale da decenni a questa parte. In definitiva, o ci tocca la Svizzera o sono dolori: magari piccoli, ma pur sempre dolori.

Più serenità nella seconda urna, dove si alternano nazionali scomode – il Giappone di Zaccheroni, gli Stati Uniti, l’incubo coreano – ad altre decisamente più abbordabili, come Honduras, Costa Rica e Iran. Mentre si ritorna a sudare freddo per la terza urna: la Francia è una prospettiva drammatica, benché possibile solo nel caso in cui dalla prima urna esca una sudamericana, ma anche le nere africane e il Cile di Vidal e Sanchez assomigliano a un brutto impiccio.

Ricapitolando, ci sono varie opzioni, diciamo quattro – il girone infernale, quello facile che neanche l’Arsenal in Champions League (l’avete mai notato?) e due insidiose vie di mezzo: una favorita e due materassi, oppure tre squadre di medio-alto livello. Qualcosa del genere, insomma:

Girone infernale: Brasile, Francia, Giappone, Italia

Girone Arsenal: Svizzera, Iran, Algeria, Italia

Girone a braccetto: Spagna, Costa Rica, Ecuador, Italia

Girone equilibristico: Uruguay, Stati Uniti, Costa d’Avorio, Italia

Tra due settimane sapremo.