L’urna di Nyon svelerà domani gli accoppiamenti dei quarti di finale di Champions League e il tabellone tennistico che condurrà fino alla finale di Wembley. La Juventus, unica superstite della flottiglia di navi italiane, contro tre spagnole, due tedesche, una francese e una turca: vediamo nel dettaglio chi dovrebbe augurarsi di trovare Antonio Conte, e chi invece dovrebbe rifuggire con sgomento e stridor di denti.

1) BARCELLONA. Che siano i più forti non lo ha mai messo in dubbio nessuno: dopo aver matato il Milan, se ne sono ricordati anche loro. La strizza presa a San Siro ha svegliato i turbonani dal loro regale torpore: ora sono nuovamente affamati come lupi e, con la Liga in tasca da settimane, possono concentrarsi su questo unico obiettivo. Molto meglio lasciare ad altri il piacere di affrontarli

2) REAL MADRID. D’accordo, con un altro arbitro sarebbero probabilmente già tornati a casa. Ma, come per i detestati rivali qui sopra, il rischio è che lo scampato pericolo abbia ricompattato un ambiente che sembrava in disfacimento; e, come per il Barcellona, la Champions League è il loro unico pensiero. Non siamo ai livelli di mission impossible catalana, ma poco ci manca

3) BAYERN MONACO. Secca ripeterci, ma gira e rigira il discorso è sempre lo stesso. Anche i tedeschi sembrano appartenere a una galassia superiore e anche i tedeschi sono reduci da un rischio grosso come il Brandeburgo. Come qualità ed efficacia di gioco, soprattutto in casa, sono secondi solo al Barcellona e certamente preferibili al Madrid: eppure, hanno la tendenza a squagliarsi sul più bello. Delle Big Three, sembrano quelli più alla portata

4) BORUSSIA DORTMUND. I ragazzi di Klopp giocano talmente bene da diventare la squadra-simpatia di questa edizione di Champions League: non ci sono tifosi neutrali che non guardino con favore ai gialloneri. A parte gli juventini, forse, ai quali i tedeschi nordoccidentali ricordano la notte da tregenda di Monaco ’97. Come filosofia, il Borussia è la squadra più simile alla Juve, con la differenza che Klopp il risolutore ce l’ha: Robert Lewandowski, cinque gol in Champions League. Abbinamento complicato, comunque, ma non impossibile

5) PARIS ST. GERMAIN. La creatura sbilenca di Leonardo e Ancelotti è arrivata a regalare le Final Eight alla capitale francese dopo quasi vent’anni, dall’epoca di Weah e Ginola insomma, ma il modo non ha lasciato entusiasta nessuno. La qualità offensiva è formidabile, dietro c’è Thiago Silva, ma il complesso ancora non funziona. All’andata mancherà Zlatan Ibrahimovic e bisogna capire, visti i precedenti dello svedese, se questo sia un bene o un male

6) GALATASARAY. Drogba e Sneijder, okay, ma quello che finora mette più paura è Burak Yilmaz, capocannoniere della Champions League con otto centri in altrettante gare. Il Gala è tra le prime otto d’Europa più per meriti di un’urna benevola che propri, ma giocare a Istanbul, nel girone dantesco della Turk Telecom Arena non è proprio il massimo della vita. Comunque, visto quel che c’è in giro, sarebbe sicuramente una buona pescata

7) MALAGA. Gli ex Nuovi Ricchi spagnoli sono arrivati alle fasi decisive della Champions League nonostante le gravi difficoltà del club, e questo è merito di Pellegrini, che ha cucito una squadra vera, come dimostra la vittoria nel girone del Milan (ma era un altro Milan) e l’eliminazione in rimonta del favorito Porto. Izco è uno dei migliori talenti d’Europa, ma attorno a lui non rimane molto. Hanno già fatto molto, difficile che possano chiedere di più: fossimo in Conte, gli andalusi sarebbero in cima alla lista dei desideri

Postilla finale: il calcio inglese è scomparso prematuramente dai radar della Champions League. L’ultima volta era accaduto nella stagione 1995-1996: indovinate chi vinse la Coppa?