Celtic-Juventus, amici ma non troppo. Tra la giovane squadra britannica e quella italiana ci sono quattro precedenti, due della “vecchia” Coppa dei Campioni e altri due di Champions League, fra le due squadre.

Le prime due sfide, disputatesi nel 1981, furono caratterizzate dall’equilibrio e – al ritorno a Torino – da incidenti fra le tifoserie.

Scozzesi e bianconeri erano di fronte per i Sedicesimi e all’andata la Juventus di Brady (curiosamente futuro coach del Celtic) fu battuta per 1 a 0 con rete di Murdo MacLeod. A difesa della porta della squadra di Glasgow c’era un giovanissimo Packy Bonner, poi compagno di Brady nella Nazionale dell’Eire, oggi – e qui finiscono gli incroci – allenata da Trapattoni e Tardelli, entrambi presenti quella sera a Celtic Park.

Al ritorno al Comunale la Vecchia Signora si impose per 2 a 0 con acuti di Virdis e Bettega. Alla sera prima, nel ritiro di Asti, gli scozzesi avevano ricevuto la visita del loro ex compagno Joe Jordan, all’epoca in forza al Milan. A fine gara si scatenò la violenza ultras juventina: scontri e alcuni supporters del Celtic accoltellati e ricoverati in ospedale. Il giorno dopo il presidente bianconero Giampiero Boniperti chiese pubblicamente scusa e si recò alle Molinette.

Nel 2001 le altre due sfide, valide per la fase a gironi: al Delle Alpi la Juventus vinse per 3-2 grazie ad un dubbio rigore al 90′ procurato e segnato dal neoentrato Amoruso. Alla gara di ritorno, con la Juve già qualificata, i biancoverdi si imposero per 4-3. Nella squadra di o’Neill in campo anche l’attuale coach, il nordirlandese Neil Lennon.

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