Il filotto ormai inarrestabile di successi consecutivi da parte della Juventus, con la vittoria maturata allo Stadium contro il Napoli nel posticipo serale della sesta giornata di ritorno, assume sempre più la configurazione di una marcia trionfale verso il quinto titolo che ha anch’esso, manco a dirlo, i crismi della serialità. I tre punti pesantissimi colti contro i partenopei portano i bianconeri ancora una volta sulla vetta della classifica.

Ci sono volute ben 25 giornate di campionato ma alla fine la Juventus, risalendo dai bassifondi della classifica, è tornata a essere la prima della classe. Neppure il Napoli delle meraviglie, di Sarri, Higuain, Koulibaly e compagnia è riuscito nell’impresa di fermare la Signora, che presasi l’Italia vorrà conquistare anche l’Europa. E allora appuntamento martedì prossimo, 23 febbraio, sempre allo Stadium, contro il Bayern Monaco.

Al culmine di un match equilibratissimo il gol che ha decretato vittoria e sorpasso della Juventus lo ha siglato Zaza, subentrato a Morata, che – complice una doppia deviazione di Ghoulam e Koulibaly – fa secco Reina a 2 min. dalla fine. Una sorta di beffa per un Napoli che però non ha fatto nulla per portare la partita a suo favore. Allora è stato sufficiente un giro di vento contrario a regalare una vittoria dal valore praticamente inestimabile. Entrambe le squadre si sono annullate per quasi tutta la durata del match, attentissime a non commettere errori. Ha prevalso il principio di prudenza con nessuna delle due contendenti che volesse osare qualcosina in più.

Sembrava che alla fine il pari stesse bene a entrambe, con il gentlemen agreement di demandare le sorti del campionato alle prossime 13 giornate (cosa che poi, di fatto, avverrà ugualmente, ma con la Juve ora in vantaggio di un punto, psicologicamente ancora più forte di prima e con la situazione scontri diretti in pareggio). Ma il vento ha soffiato nella direzione giusta per Allegri e i suoi, anche grazie a due colonne portanti della squadra come Bonucci (rimasto gladiatoriamente in campo fino al 52′ dopo uno scontro terribile con Khedira avvenuto nel primo tempo) e Barzagli che in difesa hanno giganteggiato annullando uno del calibro di Higuain.

Un match impostato su equilibri di nanoprecisione con due squadre che adottano sistemi di gioco diversi ma basati su meccanismi a orologeria sembrava dovesse condurre a una rotondità perfetta nel risultato, uno 0-0 come due quadranti d’orologio, per l’appunto, ma ci ha pensato il fattore imponderabilità, che nel calcio è sempre in agguato. Il Napoli, pur giocando da grande squadra (e non è facile a Torino contro la Juve), ha il demerito di non aver saputo osare. E alla fine la non assunzione di rischio le è risultata fatale. Sarri aveva predicato follia alla vigilia della super-sfida e invece ha prevalso un iper-razionalismo, controproducente per i partenopei. Alla conclusione dei giochi, potrebbe rimanere l’amaro (lucano, leggi: Simone Zaza) in bocca per aver preferito la strategia alla sfrontatezza, il calcolo alla fantasia, la ragione al cuore, in una partita che, così decisiva, andava forse affrontata con maggior audacia.