Dopo l’inquietante video minatorio apparso pochi giorni fa su Youtube, cresce ulteriormente l’allarme-terrorismo in vista delle prossime Olimpiadi invernali di Sochi, che si apriranno il prossimo 7 febbraio. Questa mattina, una email contenente minacce terroristiche è stata inviata alla sede del CONI, a Roma; analoghe missive sono state spedite presso la sede dei Comitati olimpici di altri paesi, tra cui l’Ungheria e la Svizzera. A quanto risulta, le minacce contenute nelle email sarebbero “serie” e volte a costringere le varie nazioni a disertare i Giochi.

Il Comitato olimpico ungherese è stato il primo a confermare di aver ricevuto tali minacce. Zsolt Borkai, presidente del MOB, ha dichiarato che l’email ricevuta conteneva l’invito a “restare a casa”. ”Ovviamente non spetta a noi stabilire la gravità del gesto, ma non salteremo le Olimpiadi“. Per il CIO, tuttavia, “sembra possibile che l’email ricevuta dal MOB non contenga alcuna minaccia e possa essere un messaggio casuale da parte di un privato cittadino“. Anche la Svizzera minimizza l’accaduto, definendo “normali” minacce del genere prima di una grande manifestazione sportiva. “Si tratta di un messaggio di tutti i giorni“, ha detto la portavoce del Comitato olimpico svizzero Martina Gasner. Professione di tranquillità anche per quanto riguarda il CONI, che in una nota ha commentato così l’accaduto: ”Il CONI manifesta fiducia e serenità nelle misure di sicurezza che sono state garantite dagli Organizzatori al CIO, alle Federazioni Internazionali e ai Comitati Olimpici“.

I Giochi Olimpici invernali di Sochi non saranno soltanto i più costosi di sempre (50 miliardi di dollari spesi) ma anche i più militarizzati di sempre, con oltre 40mila tra poliziotti e soldati (foto by InfoPhoto), zone offlimits intorno alla città ospitante, sorveglianza satellitare, decine di droni di sorveglianza e perfino un sistema di difesa antiaerea con missili aria-terra.