SOCHI (Russia)Verrebbe da dire che le Olimpiadi delle nostre sciatrici sono iniziate veramente con il botto, ma non sarebbe poi troppo carino, perché non si tratta (per ora) di medaglie, ma delle prime difficoltà a Cinque Cerchi, sotto forma di cadute e scivolate che per fortuna poi non hanno lasciato conseguenze troppo pesanti. Dalla provincia alla città, due bresciane sono state un po’ sfortunate nel loro primo “assaggio” della “Olympic Downhill Ladies”, la pista da discesa bella, completa, difficile, soprattutto con la neve ghiacciata che al momento la copre, per motivi diversi.

Urge una premessa: la prima prova cronometrata della discesa libera femminile andata in scena nel resort Rosa Khutor ha avuto un breve preambolo, con sole tre atlete al via: dopo l’arrivo della terza atleta, gli organizzatori hanno deciso di interrompere il training per più di un’ora, smussare l’ultimo salto che “sparava” letteralmente troppo in alto le atlete, e poi far ripartire da capo l’allenamento. Peccato che tra le suddette sfortunate atlete costrette ad affrontare un’asperità eccessiva ci fossero ben due italiane, oltre a un’americana, Laurenne Ross. La prima, Verena Stuffer, non ha subìto conseguenze e anzi ha portato a casa il quinto miglior tempo assoluto; ma Dada, purtroppo, dopo una discesa quasi perfetta, a pochi centesimi dalla compagna Stuffer, si è bilanciata proprio sul salto finale che immette nella zona del traguardo, non è caduta, ma è atterrata male sulla neve, praticamente con i glutei sulle code, subendo una botta tremenda e “tirando” le ginocchia, soprattutto il sinistro. Grande spavento, molta sofferenza al traguardo, ginocchio che però non si gonfia, risonanza magnetica e sospiro di sollievo: solo una forte contusione ossea!

La 32enne bresciana non sarà per questo al via della seconda prova cronometrata, venerdì 7 febbraio, e si prenderà una giornata di riposo. Il fatto di non avere riportato nessun tipo di lesione ai legamenti lascia comunque ben sperare in un suo recupero per la gara vera e proprio di discesa, prevista solo mercoledì 14 febbraio, dato che Daniela non parteciperà alla supercombinata di lunedì. Le restano dunque sei giorni e altri tre training per ritrovare il feeling giusto. “Non penso di aver mai saltato così tanto in alto in vita mia – ci ha detto poi la miglior discesista azzurra degli ultimi tre anni – sono atterrata male e ho sentito un dolore molto forte. Però dopo pochi minuti era già tutto a posto. Per il resto, sono contenta di come ho sciato, la pista mi piace molto, la neve è dura, compatta”.

Una “semplice” scivolata nella parte alta del tracciato non ha creato invece nessun tipo di problema a Elena Fanchini, che non ha portato a termine la sua manche, ha spaventato un pochino la sorella Nadia in partenza, ma ha lasciato alla camuna di Montecampione solo qualche graffio sulla fronte, dovuto soprattutto ai nuovi caschi un po’ troppo larghi rispetto al necessario. Insomma, tanta paura, qualche acciacco, nessun danno grave. Avanti con coraggio!

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