Lui, Stramaccioni, ce l’ha messa tutta. Ha tenuto fuori il suo giocatore di maggior classe per quella che in altri tempi si chiamava “fedeltà alla linea”; ha protetto la società, fingendo che fosse una decisione sua ed esponendosi al pubblico ludibrio (ma chi ti ha creduto, Strama?); infine, ha provato a tendere la mano, nella speranza che l’altro l’afferrasse. Ma l’altro, Wesley Sneijder (foto by InfoPhoto), ci ha sputato sopra.

Solo ieri, infatti, il giovane tecnico nerazzurro aveva spalancato le porte alla pecorella smarrita:

Sono sicuro che Wes mi farà ricredere, la maglia per lui è pronta”.

Dopo il bastone dell’ostracismo dai convocati, ecco la carota della rinnovata promessa di titolarità: sullo sfondo, come sempre, la speranza che il calciatore accetti il rinnovo di contratto con annessa spalmatura dell’ingaggio. Ma Wesley, che non è propriamente di carattere docile, ha affidato la sua risposta al quotidiano di casa Der Telegraaf:

Evidentemente, è meglio per tutti che io me ne vada questo inverno. Altrimenti rimarrò, visto che ho un contratto fino al 2015”.

In altre parole: se non riuscite a piazzarmi in gennaio, ovviamente in un club di mio gradimento (e sarebbe meglio che mi regalaste il cartellino), io sono anche disposto a rimanere qui per altri due anni e mezzo a godermi i 500mila euro mensili di Moratti. Il prolungamento? Scordatevelo.

La guerra fredda continua.