Wesley Sneijder e Inter: c’eravamo tanto amati, ma minga trop. Che le storie tra il turbolento olandese (foto by InfoPhoto) e il club di Massimo Moratti fossero rimaste tese anche dopo l’addio invernale, era cosa nota a tutti. Non tali, tuttavia, da far presagire un attacco così virulento come quello lanciato da Wes dalle pagine del quotidiano olandese Der Telegraaf: obiettivo, la dirigenza e Stramaccioni.

Per i giocatori e i tifosi l’ho trovato veramente terribile, ma per altre persone non mi è per nulla dispiaciuto che il club abbia finito la stagione a metà classifica e fuori dall’Europa e che l’allenatore abbia dovuto andarsene. Se non avessi avuto la personalità che ho, dopo un’esperienza del genere non sarei più riuscito a giocare. Hanno provato in tutti i modi a farmi a pezzi: tutti i giorni ce n’era una. Una volta ho portato una persona con me all’allenamento e l’ho lasciata nel bar con gli ospiti degli altri giocatori. Quando sono tornato a prenderlo era scomparso: lo avevano mandato via dal bar, mettendolo in uno sgabuzzino senza finestre. Molte persone all’Inter non meritano la mia fiducia. Spero che quello che è accaduto induca certe persone a meditare, perché non è degno dell’Inter”.

Nei giorni del divorzio, ci eravamo schierati senza troppi problemi dalla parte del giocatore: i contratti si firmano in due, non c’è alcuna legge che obblighi un dipendente ad abbassarsi lo stipendio e l’atteggiamento tenuto dall’Inter è stato per molti versi assimilabile a un velato ricatto (o ti spalmi l’ingaggio o non vedi più il campo nemmeno dipinto). E, in generale, al di là delle valutazioni pseudomorali, la strategia di Branca e compagni si era dimostrando al limite del dilettantesco, visti i risultati.

Tuttavia, Wes nel ruolo del povero perseguitato non calza proprio a pennello. Le redazioni sono piene di aneddoti a proposito di alcuni suoi atteggiamenti non esattamente professionali – tra un infortunio che non era proprio un infortunio e un’amichevole disertata per impegni privati non così rilevanti, sfruttando il solito lasciapassare morattiano contro il parere dello staff tecnico, passando per qualche telefonata in via Turati, e via dicendo. L’olandese ha tutto il diritto di non sentire la mancanza dell’Inter e di alcuni personaggi in particolare; l’Inter, da parte sua, la pensa esattamente allo stesso modo (Yolanthe invece ci manca di brutto, ndr).