9 punti in 7 partite (da recuperare il match col Genoa). Bottino misero per la Fiorentina, incapace di andare oltre lo 0-0 contro l’Atalanta. Mentre la piazza contesta, in Repubblica Ceca i Viola avranno l’ennesima occasione di dimostrare il loro valore.

SCELTE SOTTO ESAME

“La Curva Fiesole ha spinto la squadra per tutta la partita, ci ha aiutato. Poi è esplosa nella fischiata finale. I tifosi hanno tutto il diritto di esprimere il loro dissenso. Sono quelli che soffrono di più. Tocca a noi non deluderli e cercare di fare i risultati”. Paulo Sousa non ha cercato alibi ai fischi finali del Franchi dopo il match di domenica. Kalinic e Babacar, secondo l’allenatore, hanno le carte in regola per scardinare le difese avversarie e saranno riproposti. “L’Atalanta – ha spiegato Sousa – veniva da buoni risultati, come la vittoria sul Napoli. Ha giocatori fisicamente forti, che nell’uno contro uno riescono a prevalere. Noi abbiamo provato il centrocampo a tre, ma Carlos Sanchez era statico e direi anche stanco. Vecino è andato meglio. Con lui in campo si è disimpegnato meglio anche Borja. Come si esce da questa situazione difficile? Lavorando e impegnandosi. Stiamo provando sull’ultimo passaggio, sui crosso, sulla possibilità di smarcarsi. Miglioreremo e siamo consapevoli della situazione”.

I PRECEDENTI

Momentaneamente accantonato il campionato, nei piani immediati c’è l’Europa League. Antagonista lo Slovan Liberec, nei tornei continentali già rivale delle squadre italiane: eliminati dal Milan nei preliminari di Champions nel 2002 (una vittoria e una sconfitta), i cechi si sono poi imposti sull’Udinese nei turni di qualificazione all’Europa League 2013/14 (successo al Friuli, pareggio in casa). Il Liberec ha sempre subito gol in queste quattro gare dinnanzi a club italiani, mentre ai gigliati, perso solo il primo confronto con squadre dell’attuale Rep. Ceca (con il Brno nel 1965), sono arrivati quattro vittorie e due pareggi.