Ci ha permesso di dimenticare, nel giro di 180 minuti, un Mondiale andato male, un bizzoso attaccante come Mario Balotelli e una tristezza che l’aveva fatta recentemente da padrone. Simone Zaza, in fin dei conti, ci ha convinto tutti con una sola arma: la voglia di fare e divertirsi. Già, perché Antonio Conte non ha trovato di certo chissà quale formula per permettere a quest’Italia un cambio così repentino, ma ha semplicemente immesso in ognuno dei ragazzi entrati in campo prima con l’Olanda, poi con la Norvegia, la voglia di fare, di divertirsi e di dimostrare di essere un gruppo vincente. Prima, inutile negarlo, forse ci siamo seduti troppo, abbiamo veleggiato sul fatto di essere dei campioni che non siamo. Un gruppo, quello precedente, che ha vissuto di luce propria per quattro anni, dove abbiamo sì raggiunto una finale europea, ma soprattutto cercato di trascinarci, dopo un Mondiale 2010 pessimo. In tutto questo, s’innesta la storia di Simone Zaza: nato a Policoro il 25 giugno 1991, l’attuale attaccante del Sassuolo è cresciuto nelle giovanili della Stella Azzurra Bernalda, prima di passare all’Atalanta nel 2008. Da lì viaggio verso Genova, sponda Sampdoria; poi Juve Stabia, Viareggio, Ascoli e Sassuolo. Ha vestito le maglie dell’Italia Under 16, 17, 19, Italia B e, infine, quella maggiore. Intanto, rimane da chiedersi cosa sia successo al suo look: guarda la fotogallery qui sotto tratta da Twitter per credere.

La Rete si è subito lanciata e ha preso in giro bonariamente Simone Zaza: un ex cristiano convertito all’Islam, interprete del film La Mummia e molto altro. Le parodie dello Zaza nazionale sono tante, con un tocco anche da parte di Jerry Calà che non guasta mai. Lui, intanto, si gode il momento e pensa a salvare il suo Sassuolo dalla retrocessione: in futuro, poi, si vedrà. Ma una grande squadra è sicuramente dietro l’angolo.

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