La bandiera olimpica, così come la conosciamo, è apparsa per la prima volta nel 1913 nell’intestazione di una lettera scritta da Pierre de Coubertin, fondatore del CIO (Comité International Olympique, ovvero Comitato Olimpico Internazionale) . I cinque cerchi erano stati disegnati e colorati da lui stesso e nello stesso anno spiegò, sulle pagine della Rivista Olimpica, l’intuizione che lo portò a ideare il vessillo:

«La Bandiera Olimpica ha un fondo bianco, con cinque anelli intrecciati al centro: azzurro, giallo, nero, verde e rosso. Questo disegno è simbolico; rappresenta i cinque continenti abitati del mondo, uniti dall’Olimpismo; inoltre i sei colori sono quelli che appaiono fino ad ora in tutte le bandiere nazionali».

L’attuale interpretazione del CIO spiega che lo stendardo rappresenta l’unione dei continenti, dunque l’universalità dei giochi. Questo concetto viene ribadito anche nel preambolo della Carta Olimpica, il documento ufficiale che detta le regole e le linee guida per l’organizzazione dei Giochi: «La bandiera olimpica presentata da Pierre de Coubertin fu adottata al Congresso Olimpico di Parigi del 1914. Include i cinque cerchi intrecciati, che rappresentano l’unione dei cinque continenti e l’incontro degli atleti di tutto il mondo ai Giochi Olimpici». In una prima versione della bandiera, la disposizione degli anelli era diversa, si trovavano tutti in sequenza orizzontale, come anelli di una catena.

Gli ideali di uguaglianza e fratellanza tra i popoli proposti dalla bandiera di De Coubertin erano considerati una proposta molto innovativa per quei tempi: non ci scordiamo che all’inizio del XX secolo il clima mondiale era molto teso e segnato da forti nazionalismi, dunque un messaggio così forte apparve assolutamente rivoluzionario. Scoppiò infatti solo qualche mese dopo la prima guerra mondiale, che ovviamente impedì lo svolgimento delle olimpiadi del 1916. Si dovette dunque aspettare fino al 1920 per veder sventolare per la prima volta la bandiera olimpica in uno stadio.

Per quanto riguarda il simbolo con i cinque cerchi, apparve per la prima volta sulle medaglie olimpiche durante i Giochi del 1924 di Parigi, ma non divenne una consuetudine fino alle Olimpiadi estive del 1976 di Montreal. Nei Giochi Olimpici invernali, invece, le medaglie hanno sempre avuto l’effige dei cinque cerchi. Aumentando in modo sempre maggiore il pubblico che seguiva i Giochi Olimpici, aumentarono le applicazioni del logo con i cinque cerchi: nel 1924 arrivarono i primi gadget olimpici con il marchio ben impresso sopra, nelle Olimpiadi invernali del 1928 invece venne dato alle stampe il primo manifesto con la bandiera con i cinque cerchi e nell’edizione estiva dei giochi dello stesso anno, arrivarono persino i francobolli con la bandiera olimpica.

L’uso del simbolo della bandiera con i cinque cerchi è strettamente regolamentato dal CIO: la regola è che la bandiera potrà essere utilizzata solo come parte dei loghi e dei segni distintivi dei Comitati Olimpici nazionali (il CONI in Italia) e dei Comitati Organizzatori dei Giochi Olimpici. La bandiera è utilizzata anche dalla dalla città di Losanna in Svizzera, che,in quanto sede del CIO, può esser definita con il titolo di “città olimpica”. Oltre a lei, possono fregiarsi della bandiera anche quelle città che, intenzionate a ospitare i Giochi Olimpici, sono entrate nella short-list delle città candidate.