Negli ultimi anni, gli spifferi provenienti dalle cene berlusconiane sono diventati un vero e proprio genere letterario, un po’ perché nelle occasioni mondane il patron abbandona il politically correct, un po’ perché il confine tra la realtà e la fantasia si fa labile e c’è sempre spazio per l’immaginazione: l’avrà detto veramente o no? In questa circostanza particolare, Alessio Cerci si augura che Silvio Berlusconi non abbia veramente detto ciò che riporta il Corriere della Sera. Durante un incontro coi militanti di Forza Italia tenutosi ieri sera a Desio, nei pressi di Monza, il presidente rossonero avrebbe risposto così a un tifoso che gli chiedeva il motivo del ritorno di Kevin-Prince Boateng: “Perché, tu preferisci Cerci?

Colpito e affondato. Anzi, colpiti e affondati. Perché se è vero che la gelida replica berlusconiana rappresenta una catenata sui denti all’esterno romano, diventato praticamente la pietra di paragone del disgusto presidenziale, è altrettanto vero che anche lo stesso Boateng ha poco di cui sentirsi lusingato. Di fatto, il suo (evitabilissimo) reintegro è solo dovuto al fatto che le alternative demoralizzano. E anche Adriano Galliani non esce molto bene dalla questione, dal momento che è lui il plenipotenziario milanista in sede di mercato.

In effetti, Alessio Cerci non ha deluso solo Berlusconi: in un anno di permanenza, l’ex granata si è confermato quello che i più attenti temevano sin dall’inizio, ovvero un giocatore da squadra medio-piccola e assolutamente non adatto ad altri palcoscenici, sia per questioni tattiche (è pericoloso praticamente solo in campo aperto) che psicologiche (ha la personalità di un tubero). Il suo contratto con il Milan scadrà il prossimo giugno, quando farà ritorno a Madrid: impossibile, al momento, pensare a un qualche tipo di ulteriore permanenza in rossonero, né con un prestito rinnovato né, tantomeno, a titolo definitivo.

Il Milan proverà a muoversi per un esterno destro già a gennaio, anche se le idee latitano (si fa il nome di Candreva, ma Lotito non si schioda dall’inarrivabile cifra di 20 milioni di euro). Se, oltre a Boateng, dovesse arrivare anche un nome importante, allora uno tra Honda e Cerci potrebbe salutare già entro la fine di questa sessione di mercato. L’indiziato numero uno sembrava il giapponese, ma la buona prova di Frosinone e le frasi di Berlusconi potrebbero aver ribaltato lo scenario.