Il senso di Silvio Berlusconi per le battute infelici è da anni diventato uno dei grandi fenomeni di costume della vita pubblica del nostro paese, sia che il nostro indossasse i panni del presidente del Milan che, ahinoi, quelli del presidente del Consiglio o del capo dell’opposizione. L’ultimo capitolo è arrivato durante il weekend, quando nel contesto di una lunga – e per molti versi interessante e condivisibile – intervista concessa all’emittente pugliese Telenord, Silvio ha dedicato un pensiero gentile all’Inter e al suo capitano, Andrea Ranocchia:

Sto cercando qualcuno che metta 200 milioni l’anno. Se non lo trovo, il Milan me lo tengo. Il fatto è che ci sono pochi giocatori in giro. Nel senso che non mi piacciono le squadre come l’Inter, che ha dieci stranieri e una bestia: Ranocchia“.

Ok, l’intento era quello di far ridere, ed effettivamente la battuta non era nemmeno malvagia, almeno paragonata ad altre del passato. Peraltro, Berlusconi l’ha pronunciata sorridendo, e comunque il riferimento era evidentemente al cognome del giocatore e non alle sue qualità. Ma l’uscita è stata comunque fuori luogo. Doppio plauso, dunque, al difensore nerazzurro, che dopo il successo contro la Lazio ha affidato la sua controreplica elegante al suo profilo Twitter (@23_Frog, nickname che già rivela l’autoironia del giocatore): “3 punti importanti!! Serata da Bestie!!!

Nell’ampia galleria delle gaffe berlusconiane, un posto di rilievo merita l’immortale “culona inchiavabile” che l’allora primo ministro avrebbe rivolto ad Angela Merkel, benché lui abbia sempre negato (che novità) e non esistano prove concrete dell’evento. Ne esistono di solide, invece, per ciò che riguarda altri fiori all’occhiello del suo inopportuno e triviale umorismo: quando definì il neopresidente americano Barack Obama “bello, intelligente e abbronzato“; quando ridusse la tragedia dei desaparecidos argentini, quelli che venivano lanciati in mare da aerei in volo, a semplici gitarelle durante delle belle giornate di sole; quando attaccò l’europarlamentare tedesco Schulz, proponendogli una parte in un film sul nazismo nel ruolo di un “kapò”; o l’infinita serie di frecciate estetiche alla povera Rosy Bindi, culminate nella terrificante barzelletta in cui associò il suono della parola “orchidea” a quello di una bestemmia (vi lasciamo immaginare quale).

Effettivamente, a Ranocchia è andata bene.

https://twitter.com/23_Frog/status/597536533407752192