Con un finale che non si sarebbe augurato nessuno, a cominciare dal cardiologo di Adriano Galliani, e alle reti in extremis di Balotelli e Mexes, il Milan rimonta e batte il Siena per 2-1 e vola ai playoff di Champions League, beffando nel modo più atroce una Fiorentina che aveva fatto i suoi comodi a Pescara e che già pregustava la qualificazione (a quel punto, anche meritata). L’happy ending risparmierà Allegri dalla gogna sulla pubblica piazza, anche se probabilmente non gli salverà la panchina.

Nonostante gli incauti esperimenti del tecnico livornese (fuori El Shaarawy e Pazzini, 31 gol in due, in campo Niang e Robinho, Nocerino trequartista alle spalle di Balotelli), il Milan parte forte e nei primi 10’ crea almeno quattro occasioni da rete, senza tuttavia riuscire a incanalare subito la partita nel binario giusto. E il calcio, si sa, è un animale dispettoso: e così, attorno alla metà della prima frazione, va in scena lo psicodramma. Mentre la Fiorentina apre e chiude la contesa a Pescara, con tre gol in una manciata di minuti, i difensori rossoneri si concedono la solita pennichella su calcio da fermo nel momento peggiore e l’incredulo Terzi, pescato da Rosina con un cross dalla sinistra, può inzuccare comodamente l’1-0. I fantasmi iniziano a volteggiare sul Franchi e vanno giù in picchiata quando Balotelli, servito ottimamente da Abate, manda sulla traversa da due passi; e, subito dopo, quando Pegolo si supera su Robinho. La faccia di Galliani, a fine primo tempo, è tutta un programma.

La ripresa ha poco a vedere con il calcio e molto col teatro dell’assurdo. Il Milan si ripresenta in campo con Pazzini al posto dell’inguardabile Niang, vero, ma anche coi nervi a fior di pelle, come in un cinque maggio in salsa rossonera. Attacchi a testa bassa, nessun vero pericolo per Pegolo. Entra El Shaarawy, che ha subito una buona occasione: colpo di testa alto di un nonnulla. Corrono i minuti, rossoneri in ansia crescente. Al 23’ sembra calare il sipario: espulso Ambrosini (dubbio il secondo giallo). Terlizzi ristabilisce subito la parità numerica, ma anche in 10 contro 10 la solfa non cambia. Poi, l’incredibile ribaltone. A 6’ dalla fine Felipe affossa Balotelli: rigore. Dal dischetto il 45 non trema e fa 1-1. Altri due minuti e il controsorpasso è servito: Montolivo pesca Mexes sul secondo palo, Pegolo si salva sulla sua prima conclusione, ma non sul tap-in successivo. Il francese viene portato in trionfo, Galliani nello spogliatoio con una dose industriale di calmanti. Nei minuti restanti non accade più nulla: il Milan torna in Champions League nel modo peggiore. Le polemiche sono già in forno.