Poche balle. Facciamo ridere. E come giustamente succede a quelli che fanno ridere, andiamo a casa. Non ci giro intorno perché la verità è limpida. Cristallina: il calcio è da sempre lo specchio della nostra società. L’Italia e il pallone vanno a braccetto da sempre. Il Paese è in ginocchio, il nostro calcio in crisi nera. Fine.

Potrei chiudere qui, ma credo sia giusto esplodere il pensiero. Perché ieri durante Italia-Uruguay (LE PAGELLE) ho dovuto ascoltare una telecronaca aberrante sulla Rai. Andò allo stesso modo con la Costa Rica. I telecronisti si sono tappati il naso davanti al fallo da rigore di Chiellini (con i costaricani) e ai falli e falletti di Balotelli con gli uruguagi. L’Italia non è un Paese per gente obiettiva. L’obiettività non sta di casa qui. Noi siamo italiani e voi non siete un “niente” (tanto avete capito).

La triste verità è che siamo tutti un po’ Chiellini. Ci piace dire che Marchisio non era da rosso e che Suarez andava espulso (come se la cosa avrebbe sicuramente determinato la nostra qualificazione). E allora non mi resta che elencare i nostri 4 peccati capitali.

1) Ci piace vincere facile. Non vogliamo sudare troppo. Facciamo i furbi sempre e comunque, ma appena qualcuno lo fa con noi ci mettiamo a frignare come bambini. La scena di Chiellini che mostra la spalla all’arbitro è qualcosa di ridicolo e avvilente allo stesso tempo. (I Meme di Suarez su Twitter)

2) Siamo incapaci di fare autocritica. Abbiamo il “ma” sempre in bocca. Abbiamo perso, MA faceva caldo. Siamo stati eliminati, MA ci hanno derubato. Siamo stati ridicoli, MA l’arbitro ci ha penalizzato. L’intervista a caldo di Chiellini (sempre lui, strano…) andrebbe cancellata per sempre dalla nostra memoria. Un classico tutto italiano.

3) Non siamo obiettivi. Mai. Il nostro campionato è ormai diversi gradini sotto a quello spagnolo. Non possiamo competere con quello inglese e ormai anche quello francese ci guarda dall’alto. Siamo peggio del campionato scozzese. I due giocatori più forti del nostro campionato (Tevez e Llorente) vedono le loro nazionali con il binocolo. Ci snobbano tutti. In Italia domina la Juventus che non riesce neanche a superare il girone di Champions. Ma ancora oggi parliamo della Serie A come uno dei campionati più belli del mondo.

4) Siamo troppo italiani. Cercate di capirmi. Non siamo patriottici, non amiamo la nostra bandiera. Siamo italiani. Basta osservare la storia per capire che ci barcameniamo tra i poteri forti del mondo da sempre. Dobbiamo essere meno italiani e più nazionalistici. Amore e ottusità sono due cose diametralmente opposte. Però non venitemi a parlare di Buffon. Ha fatto autocritica, ma ha anche accusato di scarso impegno i giovani. Le critiche si fanno nello spogliatoio, non davanti ai microfoni. I giovani sono il futuro della nostra Nazionale e di questo Paese. Nessuno li difende, nessuno li aiuta. Puntare su di loro non significa mandarli al macello. Così è stato fatto in Brasile. Prandelli ha sbagliato. Ha sbagliato tutto. Passo dopo passo. E poi mi viene anche a dire che lui “paga le tasse” e non ruba “i soldi ai contribuenti”. Ma cosa c’entra? Dicci perché sei arrivato qui senza avere delle valide alternative davanti e in difesa. Dicci come è stato possibile finire con Chiellini centravanti e Parolo seconda punta. Per centrare un obiettivo bisogna tenere gli occhi sulla palla. Cesare ha passato il tempo a cercare giustificazioni. Questo è il risultato. Un Mondiale fallimentare che fa il paio con quello ridicolo di Lippi in Sudafrica. Però è colpa dell’arbitro. Ditelo che è colpa sua. Ditelo che è cattivo. E poi di quel Suarez che mi ha morso. Mamma, quello mi ha morso. E’ colpa sua. Mi ha fatto la bua. Ecco cosa siamo: un popolo di Chiellini. Furbastri e frignoni. Meditate gente.

Silvio De Rossi su GooglePlus, Twitter e Facebook

n.b.
Blogger Inside è una rubrica nonsense, nata senza un senso (appunto, nonsense) apparente. Chiedo scusa a tutti quelli che hanno le idee sempre (troppo) chiare. Peace.

LINK UTILI:
Suarez morde Chiellini: pioggia di insulti italiani su Facebook.

ITALIA-COSTA RICA, LA PUNIZIONE DI ANDREA PIRLO

ITALIA-COSTA RICA, L’ERRORE CLAMOROSO DI MARIO BALOTELLI

ITALIA-COSTA RICA, LE PAROLE DI CESARE PRANDELLI