Il giudice sportivo ha deciso di adottare il pugno di ferro nei confronti di Felipe Melo, espulso nei minuti finali durante il posticipo serale della 17a giornata di Serie A contro la Lazio, e di Edin Dzeko, cacciato dall’arbitro Gervasoni nel secondo tempo di Roma-Genoa. Ben tre giornate di squalifica comminate al centrocampista brasiliano dell’Inter e due turni di squalifica per il bosniaco.

Più nello specifico, la severità del giudice sportivo nei riguardi di Felipe Melo, reo di una bruttissima entrata su Lucas Biglia con la gamba all’altezza del volto dell’argentino (Melo poi si è scusato immediatamente con il centrocampista laziale per l’accaduto), sta tutta nella sentenza scritta che recita: “squalifica per condotta violenta avendo, al 45° del secondo tempo, a gioco in svolgimento, colpito volontariamente un avversario con un calcio all’altezza della spalla“. Nel caso di Dzeko, il quale aveva pubblicamente mandato a quel paese l’arbitro, invece la motivazione della squalifica è “per avere, al 28° del secondo tempo, rivolto reiteratamente all’arbitro un’espressione ingiuriosa“.

Queste le giornate di squalifica in seguito alla 17a giornata di Serie A.

Una giornata di squalifica per Paletta (Atalanta), Soddimo (Frosinone), Biglia e Milinkovic-Savic (Lazio), Jorginho (Napoli), Romagnoli (Milan), Gonzalez (Palermo), Nainggolan e Pjanic (Roma), Missiroli (Sassuolo), Wague (Udinese) e Sala (Verona).

Inflitta anche un’ammonizione e un’ammenda di 2.000 euro all’attaccante serbo del Palermo, Uros Djurdjevic “per avere simulato di essere stato sottoposto a intervento falloso in area di rigore avversaria“. Per quanto riguarda le società, ammenda di 15mila euro per l’Atalanta “per avere suoi sostenitori, al 43° ed al 45° del secondo tempo (durante la gara contro il Napoli, ndr), intonato un coro insultante espressivo di discriminazione per origine territoriale”.