Nemmeno Simone Inzaghi si aspettava di esordire sulla panchina della Lazio con una vittoria così netta e schiacciante sul campo del Palermo; un 3-0 che non lascia dubbi su come sia andata la sfida, soprattutto in questa fase della stagione dove trovare delle motivazioni, per i biancocelesti, è veramente difficile.

Dimenticato Stefano Pioli, la Lazio è sembrata proprio un’altra formazione: più cinica, decisa, senza fronzoli. In panchina un ragazzo che ha solo due anni di più di chi, invece, in campo c’è andato e ha messo a segno addirittura due gol: Miroslav Klose. E che poi torni di moda il tormentone sulla dinastia Inzaghi è normale: chi è più bravo, Simone o Pippo? A conti fatti, numeri alla mano, è chiaro che è difficile ancora sbilanciarsi: “Lo dirà solo il tempo”, ha chiosato sincero Simone Inzaghi; Pippo, come esordio, il 31 agosto 2014 ottenne proprio una vittoria contro la Lazio, per 3-1. Da lì 13 vittorie, 13 pareggi, 12 sconfitte e l’esonero a fine stagione.

Chi invece stupisce è Miroslav Klose, ragazzetto classe 1978, due soli in meno del nuovo allenatore della Lazio. Un binomio cominciato nel 2010, quando Inzaghi vinceva il campionato regionale con la Lazio Allievi e Klose sbarcava a Roma. Cinque anni dopo, eccoli di nuovo a dialogare, con ruoli diversi. Ora l’obiettivo è meritarsi la conferma anche per la prossima stagione: “Sono stato fortunato: dovevo giocare contro Novellino, che è stato mio allenatore alla Sampdoria, sapevo come avrebbe preparato la partita, come avrebbe fatto muovere i suoi – le parole di Simone Inzaghi – rimanere alla Lazio? Vediamo, parliamone tra un mese circa…”