Comincia davvero bene la Roma il campionato targato 2016/2017 battendo l’Udinese all’Olimpico per 4-0 e lanciando da subito il primo messaggio alla Juventus che giocherà in serata la seconda partita della Serie A allo Stadium contro la Fiorentina. I giallorossi hanno perso Pjanic ma hanno comunque ritrovato uno Strootman in buona forma (l’olandese è uno di quei giocatori il cui gioco e il cui carisma in campo si fanno sentire, e tanto) e trovato un Paredes cresciuto tantissimo la scorsa stagione nell’Empoli di Giampaolo, soprattutto in un ruolo, quello di regista davanti alla difesa che agli inizi della carriera al Boca Juniors non era suo, lui che era solito giocare più avanti.

L’assenza di Pjanic è sicuramente di quelle importanti, tanto per ribadire un concetto, e nella prima metà di gara si fa sentire perché la Roma denuncia problemi di raccordo tra centrocampo e reparto offensivo. La squadra non è compatta: Nainggolan e Strootman non riescono a seguire nel gioco i due esterni Salah e El Shaarawy e questi ultimi non riescono a dialogare bene con Dzeko che fa molto movimento ma senza produrre una gran qualità di gioco. Anche i due terzini Emerson da una parte e il nuovo arrivato Bruno Peres dall’altra spingono poco preoccupandosi più per la fase di non possesso nell’arginare le ripartenze dell’Udinese, che non trova troppa difficoltà ad arginare la sterile offensiva giallorossa innescando il contropiede. Karnezis corre qualche pericolo, è vero ma sono episodi piuttosto sporadici tantoché si va al riposo sullo 0-0.

Nella ripresa però cambia tutto. Spalletti è bravissimo a leggere la partita e a trovare le giuste soluzioni al problema della Roma inserendo Perotti al posto di El Shaarawy e passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1, che spesso assume la configurazione di un 4-2-4 con Nainggolan che avanza sensibilmente il suo raggio d’azione spingendosi con frequenza in avanti a dare man forte e raccordo all’attacco. Inoltre a Emerson e Bruno Peres viene chiesto di spingere di più e alle due ali Salah e Perotti di aprire maggiormente la difesa avversaria.

Si vede perciò un’altra Roma nel secondo tempo che prende letteralmente possesso dell’iniziativa incominciando a spingere sull’acceleratore con un Udinese che, al contrario, cala vistosamente sia in concentrazione che in ritmo di gioco con Iachini che non riesce a trovare le contromosse. I due rigori consecutivi procurati da Dzeko lanciato da Bruno peres e Salah trovato da Perotti (e realizzati da Perotti) danno inizio alle danze, poi c’è spazio anche per Dzeko – rete che serve sempre tanto psicologicamente al bosniaco che quando rimane all’asciutto poi evidenzia sempre quella sua tipica insofferenza da (non)gol – e, in chiusura, per Salah, sempre estremamente dinamico e imprescindibile per il gioco di Spalletti con il quale, contrariamente alla precedente, questa stagione è iniziata.