La Juventus con la vittoria, seppur di misura per 2-1 allo Stadium contro la Fiorentina, risponde idealmente alla prova con la quale la Roma ha schiacciato l’Udinese, sempre in casa, per 4-0. C’era una cosa che Massimiliano Allegri pretendeva più di tutte all’inizio di questo campionato ossia non ripetere lo sciagurato percorso iniziale della scorsa stagione, laddove si era trovata a malpartito nelle prime giornate costretta a una rincorsa forsennata benché coraggiosa e, per tanti versi miracolosa, per ristabilire la sua supremazia. E alla luce di ciò in questa prima gara sono emersi da subito aspetti positivi e altri un po’ meno sui quali poter lavorare con relativa calma perché, come si dice in questi casi, l’importante erano i 3 punti.

Ma la vittoria è stata però una cosa conquistata a fatica contro una buona Fiorentina che ha tutto il merito di essere rimasta in partita fino alla fine senza disunirsi, né dopo il primo svantaggio, né in seguito alla rete di Higuain (al suo primissimo gol in bianconero in un match ufficiale, messo a segno dopo soli 8 minuti e poco più dal suo ingresso in campo) che, arrivata a bruciapelo qualche istante dopo il gol del pareggio di Kalinic avrebbe potuto legittimamente tagliare le gambe a qualsiasi squadra.

La squadra guidata da Paulo Sousa ha speso tutto per acciuffare quel pareggio e lo ha fatto da grande squadra, spingendo sul pedale dell’acceleratore cercando di velocizzare il più possibile una manovra sino ad allora troppo lenta e orizzontale. Il ritmo forsennato del primo tempo attraverso il quale i padroni di casa avevano comunque mostrato e dimostrato una certa superiorità, pervenendo all’1-0 grazie a un consueto magistrale inserimento di Khedira imbeccato da un calibrato suggerimento aereo di Chiellini, ha poi lasciato spazio nel secondo tempo, quando ovviamente per via dei carichi di lavoro estivi forze ed energie andavano via via svanendo, a una velocità di manovra sensibilmente ridotta. La Juventus però, avendo speso di più, è stata la prima a tirare un po’ il fiato e in quel momento la Fiorentina ha colpito.

Dopodiché i padroni di casa hanno dimostrato per l’ennesima volta il perché sono pentacampioni d’Italia. Subito il pareggio hanno ripreso ad attuare il loro solito sistema del pressing e hanno poi colpito con i loro campioni, perché alla fine sono quelli che fanno la differenza. E allora altro solito inserimento di Khedira – unica cosa che si può rimproverare alla Fiorentina, ovvero quella di non aver saputo leggere i suoi inserimenti e trovare le giuste contromisure – che da due passi, contrastato, spara su Tatarusanu, ma da quelle parti casualmente c’è Mr. 90 milioni, o 36 gol, come si preferisce, e per il Pipita metterla dentro è davvero uno scherzo.