Dopo la deludente uscita casalinga della 3a giornata di campionato battuta dall’Udinese per 1-0, si riscatta il Milan, con l’identico risultato ma a suo favore a Genova contro la Sampdoria. Decide Carlos Bacca, subentrato a Lapadula, a cinque minuti dalla fine quando ormai il match sembrava destinato a scivolare verso un inesorabile 0-0. Proprio il colombiano che più di tutti aveva deluso nella sfida contro l’Udinese attirandosi tutto il malcontento di Montella, col quale allenatore aveva avuto anche un confronto durante la settimana. Ottimo – va segnalato – l’assist di Suso, ma davvero bravissimo Bacca a smarcarsi e farsi trovare dal preciso passaggio dello spagnolo, e con un tocco d’esterno destro a battere Viviano.

Il gol vittoria di Bacca ha rotto definitivamente l’equilibrio di una partita in sostanziale parità dall’inizio alla fine nella quale non c’è mai stata una squadra che ha mostrato una netta prevalenza sull’altra. Due modi di giocare sostanzialmente diversi quelli di Giampaolo e Montella con la Sampdoria molto attenta alla fase di costruzione grazie alla scoperta di un ragazzo con doti da regista davvero fuori dal comune, l’ispano-uruguaiano Lucas Torreira, ex Pescara classe’96, coadiuvato da due altri pilastri del centrocampo, Barreto e Linetty, e il Milan decisamente più votato al gioco verticale ispirato soprattutto dai giocatori che occupano le catene laterali, Abate e Suso a destra e Calabria e Niang a sinistra.

Ha faticato molto la Samp ad arrivare dalle parti di Donnarumma, non sempre il belga ex Anderlecht Praet sulla trequarti è riuscito a dialogare con le punte. Parecchie occasioni sono state create dalla velocità di Muriel su iniziativa solitaria, come la più nitida di tutte nella quale è anche riuscito ad andare in rete ma su azione viziata da un evidente fallo di mano, subito rilevato da Irrati. Azione subito dopo la quale è arrivato il gol del vantaggio rossonero, innescato da un errore macroscopico di Skriniar che ha regalato palla a Suso. Ha faticato anche Lapadula che, seppur generoso, è sempre rimasto un po’ isolato là davanti senza quasi mai trovare il modo di comunicare con il resto della squadra.