A prescindere dal sogno infranto della qualificazione in Champions League (ma finché l’aritmetica non pone il veto…), l’Inter avverte l’obbligo morale di finire bene l’ennesima deludente stagione, cercando di raccogliere almeno la quota punti necessaria per l’ingresso in Europa League, visto che quest’anno l’impegno internazionale è stato bypassato. Di fronte però, nella trasferta pomeridiana della 32a giornata di campionato, trova un Frosinone assolutamente bisognoso d’ossigeno nei bassifondi della classifica con tutta l’aria di rappresentare un ostacolo tutt’altro che sottovalutabile.

Se l’obbiettivo dei laziali dev’essere immagazzinare tre punti per scalare l’inferno della classifica, Stellone non rinuncerà certo a presentare uno schieramento offensivo nonostante la rinuncia a Dionisi per squalifica, quel 4-3-3 che costituisce oramai la struttura e l’anima di una squadra con Ajeti e Blanchard al centro della difesa, Rosi e Pavlovic terzini. Un centrocampo a tre formato da Gucher, posizionato davanti alla linea difensiva, affiancato da Frara e Gori e davanti il tridente costruito su Paganini e Kragl esterni e Daniel Ciofani punta centrale.

Per Mancini, al contrario, l’emergenza riguarda la difesa perché sia Miranda che Nagatomo, espulsi nel match contro il Torino, risultano squalificati. Torna dunque a rendersi utile Juan Jesus al fianco di Murillo e tornano anche D’Ambrosio e Telles sulle corsie laterali. Torna anche Kondogbia, nel suo ruolo più congeniale di mediano, insieme a Medel. Brozovic, insostituibile cervello della squadra, pur con i suoi tanti limiti, viene avanzato sulla trequarti a ridosso di Icardi, centravanti più avanzato e affiancato in posizione di esterni d’attacco da Eder e Perisic.

Frosinone (4-3-3): Leali; Rosi, Ajeti, Blanchard, Pavlovic; Frara, Gucher, Gori; Paganini, D. Ciofani, Kragl. All. Stellone.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Juan Jesus; Telles; Medel, Kondogbia; Eder, Brozovic, Perisic; Icardi. All. Mancini.