Fino a pochi mesi fa praticamente un’utopia, sulla base di un rompicapo effettivamente problematico, ovvero che il gioco del calcio, a differenza di altri come basket, tennis, hockey si ghiaccio, etc. per sua natura, è poco incline alle soste, vivendo di una sorta di naturale gioco di sincronia tra i tempi di gioco e quelli della vita reale. Tutti elementi che hanno portato a polemizzare da detsra e da manca senza mai mettersi realmente d’accordo tra propugnatori e detrattori, ma finalmente la moviola in campo diverrà realtà cercando di risolvere proprio la problematica questione dei tempi morti.

E sarà proprio l’Italia il Paese campione che, selezionato dall’Ifab (il Board della Fifa), sarà tra le federazioni nazionali che sperimenteranno il famigerato Var (Video assistance referee), ovvero la tecnologia in campo. La prossima stagione di Serie A sarà dunque propedeutica al tanto (e da tanti) auspicato avvento della moviola contestuale allo svolgimento delle partite di calcio.

Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha quindi convocato per il prossimo 21 aprile in una riunione informativa la Lega di Serie A, la Lega B e l’Aia sul sistema Var, in maniera tale da cominciare a ragionare in termini molto pratici sull’innovativo sistema tecnologico da adottare con tanto di richieste e feedback tecnico-operativi per mettere a punto al meglio la sperimentazione tecnologica a partire dalla prossima stagione.

Allo scopo di giungere alla prossima riunione, in programma a maggio, con la formalizzazione dell’impegno a sperimentare secondo l’unico protocollo redatto dall’Ifab a stretto giro di collaborazione con la Fifa, ha affermato Tavecchio: “Siamo stati tra i primi sostenitori dell’utilizzo della tecnologia in campo e riteniamo di avere tutti i requisiti per offrire il nostro contributo a questa importante sperimentazione. Nel rispetto della fluidità del gioco e della centralità dell’arbitro, anche nel calcio l’innovazione migliorerà tutto il sistema, come ha già dimostrato la positiva adozione della Goal line technology“. Il progetto di sperimentazione presentato alle federazioni prevede due fasi, la prima di prova, “offline”, nella stagione 2016-17 e la seconda “live”, probabilmente durante la stagione 2017-18.

Il meccanismo della moviola tramite prova video in tempo reale, come già stabilito a inizio marzo dalla Fifa, non potrà disciplinare tutti i casi. I casi di applicazione sono i seguenti: dopo il gol, per valutare se ci sia stato fallo, palla fuori, fuorigioco; per l’espulsione diretta e il rigore, ovvero episodi che “cambiano” la gara. La cosa si complica quando, in caso di episodio che merita la revisione, il gioco non si ferma. Nel protocollo esiste la possibilità di fermarsi se la palla è in una zona non “influente”, o di aspettare che l’azione si fermi per una rimessa laterale o un fallo o altro. Poi ci sarà l’opzione “challenge”, ovvero una richiesta di verifica da parte degli allenatori.