«Eravamo partiti bene sulla riforma del campionato di Serie B, ma poi abbiamo dovuto fare retromarcia e tornare a 22 squadre. Bisogna lasciarsi alle spalle l’atteggiamento litigioso e poco collaborativo che c’è stato tra le varie leghe. Mi auguro che entro settembre la nostra Lega e la Lega Pro riescano a mettersi d’accordo per la riduzione a 20 squadre. Credo che entro due stagioni questo obiettivo possa essere raggiunto. Potremo proporre per una stagione cinque retrocessioni con un contributo finanziario per la quinta retrocessa e tre promozioni dalla Lega Pro».

Chi parla è il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi, intervenuto a Radio Anch’io Sport. Le sue parole fanno eco a quelle di Carlo Tavecchio, neo presidente della FIGC, che nella giornata di ieri ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni ad un’altra emittente, Radio Onda Libera.

«Ci sono 700mila giovani in Italia sotto i 18 anni- ha affermato Tavecchio – servono dei centri federali con diramazioni nelle province e nelle regioni per farli conoscere. L’incontro tra questi giovani sarebbe una vetrina importante per il calcio professionistico, che in tal modo non guarderebbe sempre all’estero. La Figc dovrà andare nelle scuole e creare delle squadre che possano partecipare a dei campionati, come si fa  in Inghilterra con i college.

Sugli extracomunitari, invece, è tutto più complicato. Si potrebbero ridurre le rose per favorire un maggior utilizzo di italiani. Dovremo fare un discorso con la Serie A, che detiene il monopolio di tali situazioni».

Tavecchio vuole provare a rilanciare il calcio italiano mediante due riforme: riduzione della Serie A a 18 squadre e ad incrementare il numero dei giocatori italiani nelle rose.

(immagine di copertina e fotogallery by Infophoto, ulteriore immagine di copertina by VivoAzzurro)