La FIGC apre per la prima volta alla tecnologia in campo nel campionato di Serie A. A rivelare le intenzioni del massimo organismo calcistico nazionale è stato il presidente Carlo Tavecchio, che ha così risposto indirettamente alla lettera del Milan arrivata dopo il “gol fantasma” non convalidato contro l’Udinese la settimana scorsa.

Parlando a margine di un incontro su sport e affari, il numero uno della Federcalcio ha confermato che la cosiddetta “goal-line tecnology” sarà sperimentata a partire dal prossimo febbraio, così da avere già in primavera le prime valutazioni sull’impatto che questa novità può avere nel calcio.

Tavecchio ha spiegato inoltre che i costi per la strumentazione (un sistema di telecamere che inquadrano da diverse angolazioni la linea di porta per stabilire con certezza quando il pallone ha superato la riga bianca) non sarebbero superiori ai 4 milioni di euro, una stima ottenuta calcolando la spesa per adeguare tutti i principali stadi italiani.

Appurato che il problema non è assolutamente di natura economica, va registrato questo piccolo passo avanti che potrebbe portare il calcio italiano verso la modernità, assicurando al tempo stesso una maggiore trasparenza e avvicinando il mondo del pallone a quanto fatto da numerosi altri sport, dove l’uso della tecnologia per fare chiarezza sulle più disparate situazioni di gioco è ormai diventato pratica comune da diversi anni.

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