Parallelamente alla proposta sulla nuova regolamentazione sui diritti tv lanciata da Galliani all’indomani della polemica innescatasi sulla questione “parzialità dei broadcaster” che costringerebbe, qualora venisse accolta dall’assemblea di Lega Serie A, a riaggiornare la legge Melandri del 2010, spunta un nuovo – si fa per dire – attore finanziario a complicare ulteriormente le cose rilevando il 68,2% delle quote Bridgepoint, la società di private equity che aveva a sua volta acquisito le quote dell’elvetica Infront Sports & Media per la cessione dei diritti televisivi. Si tratta del gruppo Dalian Wanda di proprietà del magnate cinese Wang Jianlin, una company che si occupa di mercato immobiliare e che detiene il controllo sul maggior numero di sale cinematografiche al mondo.

Subentrando a Infront, Wanda acquisisce direttamente i diritti di sfruttamento televisivo del campionato di calcio di Serie A e di tutta la programmazione sportiva che include i Campionati Mondiali di calcio e inoltre diversi campionati olimpici estivi e invernali. Con la cifra di 1 miliardo e 50 milioni di euro Wang Janlin, che qualche settimana prima aveva acquisito il 20% dell’Atletico Madrid, diviene così proprietario della maggioranza delle quote Infront (le rimanenti sono state spartite da latri tre operatori finanziari cinesi non ancora identificati) rilanciando nuove proposte di acquisizione nel corso del 2015.

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