Vincere o perdere, il destino spesso si gioca in 90’. Lo sa bene Clarence Seedorf, che con il pareggio ottenuto contro la Lazio e la vittoria a Firenze contro la Fiorentina torna a respirare aria più serena. Il tutto, però, a discapito del suo credo calcistico: preso da Silvio Berlusconi perché portatore sano del calcio offensivo, il tecnico olandese ha ottenuto quattro punti in due gare giocando in modo più accorto, attento, con una squadra votata sì all’attacco ma capace di difendersi. E questa è stata la chiave di volta per il Milan di oggi. Ma la domanda sorge spontanea: cambiare il proprio credo per vincere o rimanere fedele ai suoi ideali (con Berlusconi che sorride ma non troppo)?

Per la Juventus, ormai, non ci sono più parole: a dirla tutta, i bianconeri ormai mi annoiano. Non che voglia sminuire il loro operato, ma la squadra è fin troppo forte per questo campionato. L’unico rammarico, finora, si chiama Istanbul.

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