La 24.a giornata di campionato ha conosciuto il nuovo allungo della Juventus, che stende l’odiata Fiorentina e si porta a +5 sul Napoli, salvo in extremis in casa della Lazio, e il risveglio dell’Inter, che si riporta a -1 dal prezioso terzo posto, approfittando non solo del pari dei biancocelesti, ma anche di quello del Milan a Cagliari e dei passi falsi di Roma e Fiorentina. Ma, al di là delle considerazioni da tifosi, questo weekend calcistico è stato un brutto weekend, ricco di errori-orrori.
Al terzo posto, ci mettiamo il rigore di Osvaldo in Sampdoria-Roma. D’accordo, il Gionni Depp argentino aveva voglia di far gol e mostrare al mondo la maglietta-dedica per la sua fidanzata, ma la passione non vale un peccato di lesa maestà, come strappare dalle mani di Re Francesco Totti il pallone, portarselo sul dischetto e far partire quella mozzarella presuntuosa che Romero ha bloccato sghignazzando. Come se non bastasse, all’aeroporto si è messo anche a litigare con un tifoso, che lo aveva sbertucciato sarcastico sul penalty.
Per il secondo posto non dobbiamo fare molti spostamenti, la partita è sempre Sampdoria-Roma, ma sul versante opposto, quello blucerchiato. Delio Rossi did it again. L’uomo che l’anno scorso entrò nella storia dello sport come il primo allenatore capace di pestare in mondovisione un proprio giocatore (peraltro appena maggiorenne) ci è cascato ancora: niente cazzotti, stavolta, ma un semplice dito medio ben sollevato e dedicato a Nicolas Burdisso. Anche in questo caso, il dopopartita è stato peggiorativo: Rossi (foto by InfoPhoto) ha smentito qualunque tipo di gestaccio, poi ecco che salta fuori la foto probante. Almeno ammettere i propri errori sarebbe gradito.
Ed è sempre un dopopartita rovente che si merita la vetta della nostra classifica, quello di Cagliari-Milan. No, non c’entra la minibalotellata (Mario segna e zittisce i tifosi: bazzecole, può far di molto meglio), ma un filmato che i colleghi di SportMediaset hanno mandato in onda durante Serie A Live. Le immagini sono state presentate dal conduttore come “girate oggi (ieri, ndr) prima di Cagliari-Milan” e mostrerebbero, secondo la fertile immaginazione di chi il servizio l’ha montato, le condizioni dello stadio Is Arenas, al centro delle polemiche nelle ultime settimane per i ben noti motivi relativi alla sicurezza. Macerie, muri imbrattati di scritte, bagni devastati, edifici abbandonati, cumuli di copertoni: i lavori sembrano talmente indietro che non c’è nemmeno lo stadio!
E in effetti lo stadio Is Arenas non c’è: non lì, almeno, visto che quelle immagini sono vecchie di quattro anni e raffigurano il kartodromo di Arborea, che si trova a un centinaio di chilometri a nord-ovest di Quartu Sant’Elena. Un errore spaventoso, che rischia di costare grosso a chi ne è responsabile (il Cagliari si è riservato querele) e che testimonia una volta di più la crisi di quella che era, una volta, una grande redazione sportiva.