Di nuovo senza Europa, per la seconda stagione di fila. La Roma e le coppe: un rapporto che sembra essersi incrinato. E pensare che il club giallorosso, sotto la presidenza Sensi, era andato a rappresentare l’Italia fuori dai confini per ben 14 stagioni consecutive.

Per questo nel 2013-14 che sta per iniziare la presidenza italo-americana non può fallire. Ai tifosi, più che il sesto posto del torneo scorso, brucia ancora la finale di Coppa Italia persa al cospetto dei cugini della Lazio.

La nuova rivelazione porterà frutti? Staremo a vedere. Per intanto, ecco il primo tecnico francese della storia, Rudi Garcia, poi tanti volti nuovi in una babele di lingue che sarà difficile assimilare in tempi brevi: oltre al solito, corposo reparto brasiliani – a Taddei, Castan, Dodò e Marquinho si è aggiunto ora anche Maicon, ecco un lituano (Svedkauskas), un polacco (Skorupski), un olandese (Strootman), un marocchino (Benatia), un croato (Jedvaj) e un greco (Torosidis), che vanno a far compagnia a uno statunitense (Bradley), un bosniaco (Pjanic), un argentino (Lamela) e a in ivoriano (Tallo).

Una rosa multietnica dunque, ma con i classici due punti di riferimento in Totti e De Rossi, che insieme a Fiorenzi, Crescenzi e Romagnoli tengono viva la “romanità” del club giallorosso.

E’ da ormai un lusto (Supercoppa Italiana e Coppa Italia del 2008) che la bacheca del club capitolino (14 trofei nazionali e uno continentale) si riempie di polvere: la (giustamente) esigente tifoseria giallorossa non può più aspettare: servono nuovi trofei.

Foto: Infophoto.