La decima di Claudio Lotito. Su nove stagioni alla guida del club biancoceleste, il presidente laziale ne ha fallita una sola, la 2005-06, ovvero la sua seconda, quando ottenne una salvezza difficile (arrivando 16°) e non andò oltre i Quarti di Coppa Italia.

Per il resto, la Lazio del dopo Cragnotti, pur avendo vinto di meno in Europa, ha consolidato il suo status di “grande” del calcio italiano, forse appena un gradino dopo Milan, Inter e Juventus, alla pari con il Napoli.

In questo decennio, all’ombra del Cupolone, sono arrivate due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, oltre a varie qualificazioni a Champions ed Europa League. La tifoseria, peraltro già ben abituata ai tempi di Cragnotti, non può certo lamentarsi e la ciliegina sulla torta è stata l’ultima Coppa Italia vinta direttamente in uno storico derby di finale (1-0 alla Roma, gol di Lulic).

L’annotazione più importante è che in questo lasso di tempo, oltre ad aver quasi sempre limitato le spese, il duo Lotito-Tare ha cambiato pochi allenatori: a parte l’inizio di Mimmo Caso e Giuseppe Papadopulo, che si sono divisi la prima stagione e un breve periodo con Davide Ballardini, ci sono stati quattro anni con Delio Rossi, due e mezzo con Edoardo Reja e due con Vladimir Petkovic, ora più che mai consolidato sulla panchina dei capitolini.

Tra i punti di forza della Lazio 2013, rinforzata dall’arrivo del regista argentino Biglia, ci sono sempre Marchetti, Hernanes, Klose e Candreva.

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