La 19esima giornata di serie A ha sancito gli esoneri di Massimiliano Allegri dal Milan e Davide Nicola dal Livorno. Due storie giunte al capolinea, due figure molto diverse tra loro. Allegri ha pagato l’aver abbassato troppo spesso la testa, dicendo perennemente sì a Galliani e Berlusconi e rinunciando ad un contratto, quello con la Roma, che aveva già in tasca durante la famosa cena di Arcore di quest’estate. La storia recente insegna che, se fosse sbarcato nella Capitale, avrebbe trovato Strootman, Nainggolan e Benatia, tre dei giocatori chiesti al Milan e mai acquistati.

Ma l’altra sponda del Naviglio non sta di certo meglio: l’Inter non sa più vincere, gli è presa la sindrome da derby. Battuto il Milan, è calato il sipario. Tutti a mettere Mazzarri alla gogna; giusto, ma senza esagerare. La situazione la si conosceva già da prima, inutile far finta di nulla: la squadra non c’è, l’attacco non esiste, il centrocampo ha bisogno di linfa nuova. Ma il diktat di Thohir è chiaro: prima vendere (e quindi depotenziare ulteriormente la squadra) e poi comprare. Ma tutto questo, ha senso?

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