In attesa del posticipo Napoli-Roma, la 19.a e ultima giornata del girone d’andata si chiude sotto il segno del ghigno sbilenco della Befana, che riempie di carbone le calze più inattese, quelle di Juve, Fiorentina e Inter, e regala qualche generoso dolciume a un brutto Milan, che si ritrova nuovamente proiettato in zona Europa senza aver bene capito come.

A piangere è soprattutto l’Inter, bastonata dall’Udinese nell’anticipo di mezzodì: d’accordo, il 3-0 è sicuramente una punizione troppo severa per i nerazzurri, che per un’ora avevano giocato e sprecato, ma il modo in cui la squadra di Stramaccioni (8 punti nelle ultime 8 partite, quasi peggio dell’Allegri di inizio stagione) si è squagliata dopo lo svantaggio di Di Natale è preoccupante. Se poi ci pensa il tecnico a distribuire alibi, attaccandosi per l’ennesima volta alle decisioni arbitrali, allora l’orizzonte è buio. Falsa ripartenza anche per la Juventus di Antonio Conte, che sopra di un gol e di un uomo si fa rimontare dalla Sampdoria del baby Icardi (foto by InfoPhoto), rimediando la terza sconfitta stagionale. In questo caso, più che un problema di qualità, si tratta di un problema di concentrazione (vedi incredibile errore di Buffon): capita anche questo, quando gli avversari latitano e pensi di poter vincere senza sudare.

E così, è solo il Milan a benedire il tradizionalmente favorevole turno post-festivo. La vittoria per 2-1 contro il Siena, infatti, e i contemporanei scivoloni di Inter e Fiorentina (0-2 casalingo contro il Pescara), rilanciano le quotazioni dei rossoneri in chiave europea: Napoli e Roma permettendo, ora i punti che li separano dal miraggio del terzo posto sono soltanto cinque. Un soffio di vento, con tutto il girone di ritorno davanti, ma una distanza insormontabile se la cifra tecnica resterà quella infima del pomeriggio di San Siro. Allegri ci ha messo del suo, rispolverando l’inutile modulo a rombo e incanalando la sua squadra rimaneggiata verso un’ora di gioco orripilante. L’ingresso di Bojan e lo spostamento di Boateng a destra ha dato subito i suoi frutti: cross del ghanese e capocciata in taglio sul primo palo del piccolo catalano. Un rigore farlocco di Pazzini ha chiuso la contesa, prima dell’ennesimo gol su palla alta regalato agli avversari (questa volta l’errore è stato del tragico Acerbi). L’impressione è che il cherosene necessario per la lunga volata-Champions League possa arrivare soltanto dal mercato.