Una giornata di campionato ricca di gol ma anche di delusioni, nuove certezze e punti di domanda. La delusione più grossa è stato il derby di Milano (CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOSTRA CRONACA): al di là del risultato, che può piacere ad una frangia di tifosi della città, è indiscutibile come lo spettacolo offerto dalle due squadre in campo non sia stato nemmeno lontano parente delle classiche stracittadine di anni fa, quando il Ronaldo della situazione si sfidava contro Savicevic, quando Marco van Basten se la doveva vedere contro la super difesa dell’Inter dei record di Giovanni Trapattoni. I tempi son cambiati, ora in campo ci vanno Zapata, Emanuelson, Saponara, Rolando, Nagatomo e così via. Segno di un netto cambiamento dei tempi, ma anche del livello qualitativo del nostro calcio in senso lato.

Le certezze di giornata sono essenzialmente tre: su tutte la Juventus (CLICCA QUI PER LEGGERE LE NOSTRE PAGELLE SU ATALANTA-JUVENTUS), che ha inanellato la nona vittoria consecutiva. L’avevo detto all’inizio dell’anno e lo ripeto ancora una volta: i bianconeri sono la squadra da battere e l’uscita in Champions League ha dato loro la consapevolezza che bisogna concentrarsi al massimo sull’obiettivo Scudetto. Poi Giuseppe Rossi: Pepito ha messo a segno la rete numero 14 in campionato su 17 gare, per lui prosegue la rinascita con il chiaro obiettivo di esplodere ai Mondiali di Brasile 2014. In ultimo, Luca Toni: sette gol in 15 partite senza aver mai tirato un rigore. All’alba dei 36 anni. Lo davano per finito da due: complimenti al bomber di Pavullo nel Frignano, che non ha mai dato adito a queste voci. Da vero professionista.

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