La 14esima giornata di Serie A verrà ricordata per la voglia di non vincere delle formazioni di testa. La Juve pareggia in casa della Fiorentina (0-0), ma la Roma non ne approfitta e impatta 2-2 in casa contro il Sassuolo (doppiette per Zaza e Ljajic). Come dire: tanto rumore per nulla, alla fine tutto è come prima. Sorride il Genoa, che rimane terzo fermando la corsa di un’altra (ex?) big che non ha voglia di crescere, il Milan di Filippo Inzaghi. Decide il gol dell’ex, Antonelli, delusioni Honda e El Shaarawy, per Torres la malinconia della panchina.

Genova per noi

La Sampdoria batte 3-1 il Verona e torna a gonfiarsi il petto d’orgoglio, mentre nemmeno il Napoli ha voglia di vincere: anzi la formazione partenopea rischia grosso, ma alla fine riesce a salvarsi strappando un pareggio comunque non troppo utile per la classifica. Al San Paolo, nell’anticipo di pranzo, la squadra di Benitez chiude sul 2-2 contro l’Empoli, che vola sullo 0-2 e poi si fa rimontare. Il primo Parma dell’era post-Ghirardi (ufficiale la cessione a una cordata russo-cipriota) continua la sua discesa agli inferi raccogliendo contro la Lazio il 12esimo ko stagionale, il quarto consecutivo. Ma non sta bene nemmeno l’Inter, che raccoglie la seconda sconfitta consecutiva in campionato: si vendica l’ex Stramaccioni, che con l’Udinese esce vittorioso per 2-1. Era dal 1969 che, nel giorno di Sant’Ambrogio, non perdevano entrambe le formazioni milanesi.

Zeman sotto gli scudi

Il Torino, senza Ventura (squalificato) in panchina, interrompe la striscia di tre sconfitte consecutive e pareggia 2-2 con il Palermo. L’Atalanta batte il Cesena 3-2 e finalmente fa vedere qualcosa di buono, mentre il colpo lo fa il Chievo, che passa a Cagliari e si schioda dal terzultimo posto in classifica.