La 13esima giornata di serie A, un panorama offerto che rispecchia quello che è il livello medio di questo campionato: ci sono la Juventus (con un po’ di fortuna questa volta…) e la Roma (con gran merito). Dietro, la mediocrità fatta a persona. Già, perché vedere il Genoa e la Sampdoria combattere con il Napoli per il terzo posto, con l’altalenante Milan di questi tempi e la penosa Lazio di oggi subito a rimorchio, deve far riflettere: una volta assistevamo alle sfide tra le sette sorelle, ora tra le sette cuginette che cercano di sbarcare il lunario come possono. Sì, sette: le già citate Genoa e Sampdoria, assieme a Napoli, Milan, Lazio, Fiorentina e Inter. Già, perché la cura Mancini ancora non funziona, ma la fiducia è l’ultima a morire.

Juve, Roma e il nulla

In ordine, la Juventus e la sua fortuna da derby: Andrea Pirlo santo subito, con quel tiro fortunoso a tempo scaduto. Di fronte, un Torino che ha dato ottimi segnali di ripresa: super gol di Bruno Peres, giocatore da tenere sotto osservazione. La Roma distrugge l’Inter, ma su questo non c’erano molti dubbi alla vigilia: impossibile per Roberto Mancini fare miracoli in dieci giorni, contro una corazzata che son due anni che viaggia a tamburo battente. Serve tempo, tutto qua. Chi sorprende è il Genoa: l’anno scorso annata da dimenticare, ora viaggia a ritmi Champions League: rinato Matri, esploso Bertolacci, Burdisso guida la difesa come non aveva mai fatto. Cosa sarà successo?

Il flop Milan

Ancora non abbiamo capito se il Milan è solo una bolla di sapone o se ha delle qualità. Sicuramente è una squadra acerba con un allenatore acerbo, ma a questo c’è rimedio. Se Menez fosse sempre Menez (e se Mexes giocasse sempre da Mexes…) forse il terzo posto non sarebbe un miraggio. Per ora, intanto, due sole sconfitte in 13 gare ufficiali e tanta voglia di sorprendere. Rivedibile la Lazio, in netta ripresa la Fiorentina: è tornato al gol Mario Gomez, ora ci sarà veramente da divertirsi. Il Cagliari di Zdenek Zeman non vince da cinque giornate, ma chi ha paura? Nessuno, le squadre del boemo sono sempre state così. Chi deve temere è invece Roberto Donadoni: 11 sconfitte, due vittorie. Il suo Parma sembra ormai avere le pile scariche. E’ finito un amore, forse.