La Serie A è povera e la 12a giornata l’ha confermato ancora una volta. L’unica squadra ad avere un po’ di qualità in seno è la Juventus, che cammina sulle macerie della Lazio e si conferma rullo compressore. Fatica anche la Roma, che cerca di tenere il passo, mentre il Napoli conferma di non essere una squadra da Scudetto. Tutto il resto, purtroppo o per fortuna, è noia.

Milano è triste

I bianconeri di Massimiliano Allegri hanno centrato la decima vittoria su 12 gare totali, con un solo pareggio e una sola sconfitta di contorno. Un ruolino di marcia impressionante e il 3-0 rifilato alla Lazio, alla vigilia di una gara importante di Champions League, è sinonimo di freschezza fisica, mentale e qualità da vendere. Cose che, invece, mancano completamente alle due milanesi: l’1-1 di San Siro sarà da ricordare solo per lo stadio pieno, punto. Siamo lontani anni luce dalle sfide di solo due stagioni fa, millenni dalle gare con in campo i vari Shevchenko, Beckham, Ronaldo, Ronaldinho, Bergkamp, Milito e così via. No, i tempi sono cambiati, ma in peggio…

La Roma galoppa, ma fatica

La Roma sembra essere l’unica, vera, antagonista della Juventus: la formazione di Luis Garcia, comunque, ha faticato molto a sconfiggere l’Atalanta a Bergamo, segno che ogni tanto ci sono vuoti di concentrazione che vanno limati. Inoltre, non ci si può basare sempre sulle giornate di grazia dei singoli: a Bergamo Ljajic, in precedenza a turno Destro, Totti, Gervinho. La Juventus è una squadra, la Roma no. Così come il Napoli, che si fa rimontare dal Cagliari di Zeman e ora mette a rischio addirittura il suo terzo posto: la Sampdoria è dietro di un solo punto, Genoa e Lazio tre, Milan e Udinese quattro e l’Inter cinque.

Di Natale, 200 volte

Da rimarcare, in questa giornata, l’ultima perla di Totò Di Natale, arrivato a quota 200 gol in Serie A. Un calciatore che forse ha ottenuto, in carriera, meno di quello che poteva raggiungere. Sorprendono Fiorentina e Sassuolo, che aprono la crisi di Hellas Verona e Torino. Soprattutto la squadra di Giampiero Ventura paga dazio per l’impegno in Europa League: e la zona retrocessione è lì a due passi. Infine, fa molta tristezza vedere il Parma in fondo alla classifica: due vittorie e dieci sconfitte, in arrivo punti di penalizzazione per scadenze fiscali non pagate e una cessione della società che tarda. La fine di un mito si avvicina, il tempo di Ghirardi in terra ducale sembra essere ormai finito.